Monito degli Usa alla Cina: "Fermatevi o ci saranno conseguenze specifiche"

Così il Segretario alla Difesa Ash Carter in merito alla militarizzazione in atto nella catena delle isole contestate nel Mar Cinese Meridionale

"Ci saranno conseguenze specifiche". Questo il monito lanciato dal Segretario alla Difesa Ash Carter alla Cina in merito alla militarizzazione in atto nella catena delle isole contestate nel Mar Cinese Meridionale.

Azioni specifiche che avranno conseguenze specifiche - ha sottolineato Carter – esiste già il potenziale per un conflitto.

Gli Stati Uniti hanno adottato misure per contrastare la crescente influenza della Cina nella regione ed aumentato i pattugliamenti navali nel Mar Cinese Meridionale così come la sorveglianza aerea. Washington ha anche intensificato manovre militari con gli alleati asiatici.

Ha aggiunto Carter durante un intervento al Commonwealth Club di San Francisco: “Sia ben chiaro, gli Stati Uniti continueranno a condurre operazioni militari nella zona. Continueremo a volare, navigare ed operare ovunque sia consentito dal diritto internazionale. Proteggeremo le tratte commerciali nel territorio conteso. Tutti abbiamo interesse nel rendere sicura l’Asia marittima così come il Mar Cinese Meridionale. Quasi il 30 per cento del commercio marittimo mondiale transita in quelle acque ogni anno. Il commercio marittimo legato agli Stati Uniti ha un valore annuale di 1,2 miliardi di dollari”.

Non siete il supremo giudice internazionale – hanno tuonato lunedì scorso da Pechino – il nostro unico obiettivo è quello di rendere sicuro il Mar Cinese Meridionale.

Costellata da piccole isole, scogli e secche, il Mar Cinese Meridionale è al centro di una disputa territoriale che contrappone più paesi tra di loro: Brunei, Malesia, Filippine, Taiwan, Vietnam, Corea del Sud, Giappone e Cina. Tensioni che si sono acuite negli ultimi anni, perché la Cina ha recuperato circa tremila acri di terra in una massiccia operazione di dragaggio, costruendo aerodromi, porti e fari. L’isola di Woody è la più grande della catena Paracel. Ospita un aeroporto fin dagli anni ’90 e si trova a 250 miglia a sud est di un'importante base sottomarina cinese sull'isola di Hainan. La nuova pista di atterraggio realizzata dai cinesi è stata testata lo scorso novembre con velivoli militari e civili. La Cina rivendica Woody Island fin dal 1950, ma è contestata anche da Taiwan e Vietnam. Militarizzata l’isola di Woody, il Pentagono teme lo stesso destino per le isole Spratly. I satelliti Usa hanno mostrato un radar ad alta frequenza in fase di costruzione in un'isola artificiale sul Cuarteron Reef, proprio nelle Spratly.

Commenti

rogerx

Mer, 02/03/2016 - 17:20

Ecco le conseguenze della caduta del muro di Berlino ed avvento della globalizzazione ecc. Andreotti era contrario a ciò è stato lungimirante; ora chi provvede a togliere tutte le castagne dal fuoco che pare stia diventando un rogo a livello mondiale?

Ritratto di Matko Srzich

Matko Srzich

Mer, 02/03/2016 - 17:34

non riesco a capire come costringere la Cina importare di piu.Non si sono lamentati che la Cina non tira piu'. la crescita e'di soli 7% cosi non ha bisogno di tanti prodotti occidentali. Ebbene non cresce piu' come vogliamo noi.....li facciamo la guerra. American Gangsters agiscono secondo i scenari inventati da Holywood.

Ritratto di Flex

Flex

Gio, 03/03/2016 - 08:15

Si sono svegliati dal letargo.