Nella Svezia ultraliberale vietate le pubblicità "sessiste"

A Stoccolma pronto il provvedimento del centrosinistra per vietare ogni pubblicità ritenuta discriminatoria o sessista. Ma le aziende si ribellano: "è contro la libertà d'espressione"

La Svezia continua con il paradosso fra liberalismo sfrenato e bigottismo diffuso, nel tipico nuovo corso della società contemporanea. La capitale svedese è pronta a vietare la pubblicità che viene considerata "sessista" e "razzista". In sostanza, tutto ciò che è contrario al nuovo "buon costume" imposto dalla politica progressista. A spiegarlo alla Bbc è stato Daniel Hellden, vicesindaco di Stoccolma e attivista dei Verdi da lungo tempo, che afferma senza metti termini di considerare una missione politica e personale quella che le donne non si sentano a disagio con la pubblicità stereotipata di genere o esplicita negli spazi pubblici. "Conosco le mie figlie, a loro non piace: si sentono male" dice il politico al giornalista britannico. "Ho la responsabilità verso i cittadini di Stoccolma di vietarlo". Il fronte progressista svedese è da anni che spinge per il divieto di ogni pubblicità di questo tipo. Quando il #MeToo ancora non esisteva e sembrava che l femminismo fosse un fenomeno legato alla storia del Novecento, la Stoccolma progressista era già in prima linea per far sì che non si vedessero immagine di donne in costume, ammiccanti o con stereotipi di tipo razziale o etnico. Un problema che è esploso anche grazie al boom dell'immigrazione e all'arrivo di centinaia di migliaia d cittadini stranieri che ogni anno entrano nelle città svedesi e provengono da Paesi e culture completamente diverse.

Ma qui sorge il dubbio. Secondo Hellden, il record dell'immigrazione nella capitale svedese, alimentato dalla crisi dei rifugiati e da un'economia fiorente che attrae immigrati da molte parti del mondo, ha alimentato una più ampia consapevolezza degli stereotipi e la necessità di evitare "sottintesi razzisti" negli spazi pubblicitari. Ma c'è chi pensa che questa decisione di accelerare sulla pubblicità di Stoccolma non nasca da questa consapevolezza ma proprio dalla presenza delle nuove comunità migratorie che imporrebbero una nuova linea di pensiero sulla civiltà svedese. Secondo i movimenti identitari e più conservatori, la Svezia ha una sua impostazione culturale che contrasta con le nuove comunità. E la sinistra starebbe cavalcando questo fenomeno migratorio per imporre nuovi modelli culturali che non sono compatibili con il liberalismo su cui è incardinata la Svezia ma che sarebbero frutto di un nuovo sistema multiculturale dove si insinua il pensiero "progressista".

Secondo quanto affermato dai media britannici, gli sforzi per eliminare ogni tipo di cartelloni pubblicitari , display o pannelli informativi ritenuti offensivi o discriminatori dovrebbero avere esito positivo alla fine di questo mese, quando si prevede che il Consiglio comunale approverà un divieto di pubblicità razzista e sessista già concordato a dicembre dalla divisione trasversale del consiglio comunale, di cui l'onorevole Hellden è al timone. La divisione seguirà le stesse linee-guida su ciò che costituisce una pubblicità sessista o razzista stabilite dal "cane da guardia della nazione", il Reklamombudsmannen (RO). Ma mentre questo ufficio non può emettere sanzioni per le aziende in violazione delle linee guida, la divisione comunale guidata dal verde anti-sessista sarà in grado di ordinare direttamente l'abbattimento di cartelloni offensivi entro 24 ore. Una scelta che ha scosso in particolare l'associazione nazionale dei pubblicitari. Il suo direttore, Anders Ericson, ha dichiarato di temere che questa decisione venga presa a scapito della libertà di espressione. Hellden, d'altra parte, ha fatto riferimento a questa controversia proprio alla catena britannica: "Non vieteremo gli annunci senza una discussione con il resto della comunità".

Commenti
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TreeOfLife

Sab, 10/02/2018 - 21:22

Egregio Grilli, va bene l'articolo ma aggiungo una cosa: Hellden vale meno di zero, cerca solo attenzione politica, nessun svedese accetterebbe una cosa simile né tantomeno le aziende che sarebbero danneggiate. Io sono mezzo italo-norvegese, parlo, leggo e capisco perfettamente la lingua svedese, per quello che ho visto e sentito da amici di Stoccolma resta solo una ipotesi, direi mooolto utopica! Non si fidi di ciò che scrivono gli inglesi, classico english humor iperbolica, ossia fake news! Cordiali saluti.

Luigi Farinelli

Sab, 10/02/2018 - 22:39

La Svezia, come la Norvegia, dopo decenni di scriteriate politiche progressiste e femministe si trova a dover affrontare una situazione sempre più difficile ma di cui i media mainstream tacciono perché questo, secondo loro, dovrebbe essere il modello di società del futuro. Città (come Malmoe) con interi quartieri in mano all'immigrazione senza limiti, con la polizia che lancia appelli perché ormai incapace di reagire; famiglia distrutta alla radice e società atomizzata di individui che muoiono solitari, trovati mummificati nei loro letti o suicidi; aborto praticato senza limite (un donna ha abortito una bambina solo perché era madre di altre due femmine e voleva un maschio). Derive ideologiche col maschio discriminato fin dalle scuole perché, essendo occidentale "è violento per natura". Eccolo il modello sociale che ci impone il Pensiero Unico!

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Leonida55

Sab, 10/02/2018 - 22:41

Però permettono pornazzi da far paura. Quello è lecito. Quanta ipocrisia.

Divoll

Sab, 10/02/2018 - 23:41

Tranquilli, che in Svezia-stan presto anche le svedesi dovranno portare il velo.

Blueray

Sab, 10/02/2018 - 23:41

Stessa musica ovunque, rovinati dalla sx, dai cosiddetti progressisti e dall'immigrazione. Sai che progresso!!

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TreeOfLife

Sab, 10/02/2018 - 23:41

@Luigi Farinelli: ciò che lei dice è corretto per la Svezia, ma non per la Norvegia, glielo dico da italo-norvegese, nato in Italia da entrambi i genitori norvegesi e spesso lassù. Il rischio in Norvegia è stato evitato grazie all'Høyre, partito conservatore, che ha fermato ogni tentativo dei laburisti "progressisti" di imitare gli svedesi: volevano contaminare la nostra società con i noti modelli deplorevoli da lei giustamente citati. Per i norvegesi la famiglia resta il fulcro vitale della società nonostante siamo moderatamente liberali su alcuni temi; per gli Svedesi è oramai un tabù, con le conseguenze esiziali che ne derivono. Per loro le cose vanno molto meglio solo nelle zone rurali free immigration. Scandinavia come modello? Come servizi e infrastrutture sì, lo Stato funziona egregiamente, per il resto...mi riservo di non sputare mordaci sentenze su me stesso, ma ci siamo capiti!

killkoms

Dom, 11/02/2018 - 00:17

svezia,da paradiso della libertà sessuale a crepuscolo della sessualità..!

gianrico45

Dom, 11/02/2018 - 01:01

Il medio evo rincomincia dalla Svezzia

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Omar El Mukhtar

Dom, 11/02/2018 - 01:47

si dalla Sve"zz"ia!

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Italia Nostra

Dom, 11/02/2018 - 08:41

L'amico TreeOfLife ha centrato appieno il problema. L'ars manipolatoria basata sulla menzogna è un fair play tutto inglese. Sono decenni che questi fanno, disfano, si appropriano (anche delle verità altrui) a discapito del malcapitato di turno. E noi italiani in merito dovremmo saperlo bene. Ha ragione TreeOfLife non si fidi e soprattutto non prendete per oro colato tutto quello che dice la BBC!

Luigi Farinelli

Dom, 11/02/2018 - 10:54

xTreeOfLife: Ad Onore della Norvegia va anche la sua decisione (mai menzionata dai media mainstream) di chiudere dalla sera alla mattina il Centro Studi Gender avendo rilevato (lei me lo può confermare) che, nonostante i capitali spesi nei decenni per imporre il modello gender, donne e uomini continuavano ad agire, più o meno, come natura comanda: donne da donne e uomini da uomini. Fatta allora una ricerca accuratissima anche all'estero (tra l'altro in un istituto di ricerca britannico che ha sfornato più di 30 Nobel, dove il problema era stato studiato FINALMENTE in maniera scientifica e non ideologica) hanno dato il benservito agli pseudo-scienziati che lo infestavano. Però ho anche testimonianze di studiose norvegesi che rimproverano alle femministe di avere favorito l'immigrazione di massa, attaccando il maschio occidentale e discriminandolo anche nelle scuole: "Ora portino il velo" dicono. "L'hanno voluto loro".

killkoms

Dom, 11/02/2018 - 11:38

l'islam non è mai uscito dal medio evo!

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TreeOfLife

Dom, 11/02/2018 - 11:42

@Luigi Farinelli: Assolutamente le confermo tutto. Il problema sta nella stampa estera che da poca risonanza a questi fatti. Nei quotidiani norvegesi c'è visibilità ovviamente, ma i giornalisti freelance, specie inglesi e americani, oscurano il tutto perché pagati appositamente per fare disinformazione da facoltose mani lusingatrici. Il femminismo attivo esiste in Norvegia, ma gentile Luigi Farinelli, mi creda, la Bonino è la Boldrini sono assai più pericolose perché tramando alla luce della Luna. In Norvegia poi i confini sono chiusi, il filtro anti Islam funziona perché voluto dal popolo dopo lunghe proteste causa violenza degli islamici sulle donne:anche le femministe hanno ampiamente accettato la logica delle dogane. La bella Svezia invece...cambierà anche lì. Buona domenica.

Luigi Farinelli

Dom, 11/02/2018 - 15:24

xTreeOfLife: Ringrazio. La Norvegia ha il vantaggio si essere al di fuori della mortifera Europa dei sempiterni nuovi diritti. In Svezia Cecilia Johanson, Presidente del settore giovanile di un Governo passato, ha tranquillamente detto che non è giusto privare chi lo voglia di poter fare all'amore col cadavere di una persona, "basta che il caro estinto, prima di morire, acconsenta per iscritto"! Inoltre: "L'incesto può essere consentito dopo i 14 anni ma solo fra fratelli e sorelle"! A questo punto, perché tale limitazione?. E l'amore con gli animali? L'ultima frontiera progressista poi è quella di poter sposare SE STESSI. C'è poco da ridere. Da noi i media mainstram operano diuturnamente per evitare che giungano notizie da "oltrecortina", ossia la nuova cortina di ferro ideologica che racchiude ormai tutto l'Occidente (meno Norvegia, Ungheria, Polonia, Cekia, Slovacchia e USA di Trump).

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TreeOfLife

Dom, 11/02/2018 - 16:28

@Luigi Farinelli: grazie a lei, sì, purtroppo i laburisti svedesi hanno voluto svendere la Nazione al main stream con una variante: essere al centro dell'attenzione internazionale con un liberismo(dei più scadenti), mascherati dalla facciata di un'oasi amena grazie all'efficienza dei sussidi di Stato. Tutto falso! A Stoccolma prima degli attentati islamici e dei flussi migratori incontrollati, si poteva piacevolmente intrattenersi per strada con i parlamentari, la polizia non portava armi, si poteva girare in qualsiasi rione in sicurezza. Oggi la città è una sorta di Detroit, uomini e donne con identità deboli e confuse, calo demografico dei nativi, censure di ogni tenore, degradazione sociale, la famiglia ridotta in cocci...però qualcosa sta cambiando, la rabbia sta crescendo e il desiderio per il ritorno allo status quo è forte.