Notre-Dame ora brucia ma era a pezzi da tempo abbandonata dallo Stato

Notre-Dame adesso brucia ma era a pezzi già da tempo. Almeno dal 2017 quando venne lanciato un vero e proprio SOS per salvare la cattedrale parigina colpita dagli acciacchi del tempo e dello smog

Notre-Dame adesso brucia ma era a pezzi già da tempo. Almeno dal 2017 quando venne lanciato un vero e proprio SOS per salvare la cattedrale parigina colpita dagli acciacchi del tempo e dello smog.

Una vasta operazione di raccolta fondi per finanziare il suo restauro, a cominciare dagli Usa, dove l'edificio gode di una fama particolare venne lanciata nel maggio di quell'anno. Mentre un'altra fondazione è stata costituita negli Stati Uniti per attrarre mecenati e donatori e finanziare i lavori, stimati intorno ai 150 milioni di euro.

La cattedrale del XIII secolo viene solcata ogni anno da circa 12 milioni di visitatori. Negli anni Novanta, l'ultimo grande restauro ha permesso alla facciata di ritrovare gli splendori di un tempo, ma da qualche tempo l'edificio cominciava a dare gravi segni di decadenza. Sul suo sito internet l'arcidiocesi avvertiva: "Le condizioni della cattedrale sono ormai giunte a un punto in cui presto le strutture non saranno più in grado di svolgere il loro compito, minacciando la stabilità dell'edificio stesso, senza parlare della perdita definitiva delle decorazioni scolpite".

Dei 100 milioni stimati per il restauro, solo 10 milioni andrebbero alla guglia stagliata nel cielo dell'Ile de la Cité. Tanti, troppi soldi, per un solo contributore. "Ogni anno - spiegava il portavoce della cattedrale, André Finot, citato da Le Figaro - raccogliamo circa 5 milioni di euro tra offerte e donazioni; da parte sua, lo Stato attribuisce 2 milioni di euro per la manutenzione. Abbiamo capito che bisogna cambiare paradigma, se vogliamo salvare la cattedrale, bisogna partire a caccia di fondi privati". Regolarmente, a Parigi, riesplode il dibattito sullo stato delle chiese della capitale, che non subiscono consistenti restauri dalla seconda guerra mondiale, tra cui La Madeleine, Saint-Merri, Saint-Gervais, la Trinitè, Saint-Eustache, e Saint-Philippe-du-Roule. Nella laicissima Francia Notre-Dame va a pezzi ma lo Stato si gira dall'altra parte e lascia ai privati l'onore e l'onere di finanziare i restauri.

Commenti

faman

Lun, 15/04/2019 - 22:20

non possiamo certo essere noi (purtroppo), a dare lezioni alla Francia su questo argomento.

Uncompromising

Lun, 15/04/2019 - 22:28

"chiese della capitale, che non subiscono consistenti restauri dalla seconda guerra mondiale". E, di grazia, come vengono reinvestiti i quattrini, tanti, generati dal turismo ? Nessuno dice nulla ? (a parte il sindaco che annuncia che Notre Dame brucia, non ce ne eravamo accorti...). Il giornalino francese non pubblica nessuna vignetta ?

bangcube

Lun, 15/04/2019 - 22:41

Tranquilli. Con la scusa che è (era) patrimonio dell'umanità adesso andranno a batter cassa all'UE per ricostrurila più solida e più bella che pria.

astarte

Lun, 15/04/2019 - 23:22

Senti da che pulpito... perché, in Italia che cosa si fa? Dove vanno a finire i soldi del lotto che Veltroni aveva destinato alle belle arti? Evitate polemiche stupide, per favore. Se fate un discorso su quanto poco nel mondo si faccia per preservare le cose belle, bene; se invece è solo il pretesto per un pistolotto antifrancese, lasciate perdere e guardate in casa nostra, dove le chiese vengono lasciate marcire per umidità e incuria.

Ritratto di OdioITedeschi

OdioITedeschi

Mar, 16/04/2019 - 00:08

Per Macron è meglio spendere i soldi dei cittadini francesi in aiuti ad Haftar e destabilizzare e impoverire ancora di più la Libia (per fare un dispetto sopratutto all'Italia) piuttosto che salvaguardare le sue opere d'arte o la prosperità equa dei suoi cittadini.

Ritratto di pierluigiv

pierluigiv

Mar, 16/04/2019 - 04:32

i soldi per le missioni militari pero' li trovano sempre

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Mar, 16/04/2019 - 06:29

Se era decadente, infatti la stavano restaurando, ma nulla avrebbe dovuto portarla al rogo. Non è una fiammata di un cavo possa bruciare una trave. Lì c'è ben altro che oltre un mozzicone di sigaretta oppure un cortocircuito o le scintille di una mola.

VittorioMar

Mar, 16/04/2019 - 08:01

...e nel loro INTIMO,i FRANCESI SI SCOPRONO CRISTIANI...dopo aver negato le RADICI in UE ..!!

adal46

Mar, 16/04/2019 - 08:06

Immaginarsi se a Macron poteva interessare mettere 1 euro per riparare una chiesa. Non sarà stata direttamente questa la causa dell'incendio ma la cosa è significativa. Probabilmente dopo 850 anni, intervenendo seriamente potevano adeguare la copertura con un impianto antincendio.

Duka

Mar, 16/04/2019 - 09:09

Ora l'amministrazione francese di certo si lamenta e accuserà tizio e caio ,sarebbe la stessa cosa da noi anzi forse anche peggio. Il fatto è che gli amministratori pubblici, ahimè tutti uguali, pensano solo ed esclusivamente al loro posto fisso con relativa abbondante busta paga. Questo perchè qualunque nefandezza succeda sono IMMUNI. Il massimo del castigo è cambiare sede.

faman

Mar, 16/04/2019 - 11:36

ma state criticando la Francia (nello specifico Macron), per le stese cose (se non peggio) che accadono in Italia, guardiamo a casa nostra e facciamo un esame di coscienza.