Opportunità cooperative nel quadro di "Belt & Road"

La visita del presidente Xi Jinping in Italia servirà a rafforzare la partnership strategica fra Cina e Italia nel quadro della Nuova Via della Seta

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang, ha dichiarato che, su invito del presidente italiano Sergio Mattarella, del Principe Albert II di Monaco e del presidente francese Emmanuel Macron, il capo dello Stato cinese Xi Jinping effettuerà una visita di Stato dal 21 al 26 marzo nei tre Paesi sopramenzionati.

Durante il suo soggiorno in Italia, il presidente Xi Jinping terrà incontri con il presidente Mattarella e il premier Giuseppe Conte, e incontrerà il presidente del Senato e il presidente della Camera per effettuare scambi di vedute sulle relazioni tra Cina e Italia e tra Cina e Ue e sulle questioni di comune interesse.

Quest'anno ricorre il 15esimo anniversario dell'istituzione del partenariato strategico globale tra Cina e Italia. E le relazioni bilaterali si stanno sviluppando favorevolmente. La visita del presidente Xi Jinping costituisce la prima visita del capo di Stato cinese in Italia nell’arco dell’ultimo decennio e darà nuova linfa alle relazioni bilaterali, rivestendo un importante significato di ponte tra passato e futuro.

Secondo il portavoce del ministero degli Esteri cinese, la Cina nutre piena fiducia che questa visita rafforzerà ulteriormente la fiducia reciproca politica tra i due Paesi in questa nuova era, approfondirà la cooperazione pragmatica in vari campi nel quadro di Belt & Road, amplierà gli scambi culturali e la conoscenza reciproca tra le due civiltà e promuoverà il conseguimento di un maggiore sviluppo del partenariato strategico globale tra Cina e Italia, contribuendo alla promozione delle relazioni Cina-Ue e alla pace e sviluppo mondiali.

Sui rapporti tra Pechino e Roma, Xi Jinping si è pronunciato in questo modo: "Cina e Italia sono due civiltà antichissime, strettamente collegate dall'antica Via della Seta. Esse gettarono un ponte sul quale l'Oriente e l'Occidente impararono l'uno dall'altro".

La tradizionale amicizia che lega la Cina all'Italia ha superato la prova del tempo. I popoli dei due Paesi sono orgogliosi della propria cultura e si ammirano reciprocamente. I "viaggiatori sulla Via della Seta", tra cui Marco Polo e Matteo Ricci, che veicolarono gli scambi tra la civiltà occidentale e quella orientale, giocarono un ruolo di grande rilievo nel promuovere i rapporti culturali tra i due Paesi.

Oggi, l'iniziativa "Belt & Road" collega di nuovo la Cina all'Italia.

Nel corso della prima edizione del Forum per la cooperazione internazionale nel quadro dell'iniziativa "Belt and Road", il presidente Xi Jinping diede il benvenuto all’allora capo del governo italiano, Paolo Gentiloni, cui espresse la speranza affinché l'Italia potesse continuare a svolgere un ruolo attivo all’interno dell'Unione europea per salvaguardare la buona tendenza di sviluppo dei rapporti tra Cina e Ue.

Non molto tempo fa, il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, ha espresso chiaramente la volontà di prendere parte alla seconda edizione del Forum "Belt and Road" che si terrà prossimamente a Pechino. In questo modo, l'Italia potrà rafforzare la cooperazione economica e commerciale con la Cina e offrire ad essa maggiori opportunità di crescita.

La "Belt & Road" è un’iniziativa storica avanzata dal presidente Xi Jinping nel 2013 per promuovere lo sviluppo comune globale. Oggi, 123 paesi e 29 organizzazioni del mondo hanno firmato con la Cina documenti di cooperazione nell’ambito dell’iniziativa, dimostrando il loro sostegno e fiducia nei confronti di questa proposta di Xi.

Alcuni Paesi, aderendo ai principi di "consultazione, costruzione congiunta e condivisione", hanno avuto, grazie alla cooperazione della Nuova Via della Seta, una svolta nella costruzione delle proprie infrastrutture e nella produzione manifatturiera. L’Italia, uno dei Paesi membri del G7, è intenzionata a partecipare alla cooperazione nell’ambito dell’iniziativa Belt and Road. Secondo il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, i fatti hanno provato che la Nuova Via della Seta non è affatto una "trappola del debito", ma una "torta" che reca benefici ai popoli; non è uno "strumento geopolitico", ma un’occasione di sviluppo comune.

La Cina pone in modo coerente l'Europa in una posizione importante all'interno della sua politica diplomatica, e che sostiene da sempre il processo d'integrazione europea insieme alla solidarietà nei confronti dell'Ue. Per la prima visita di quest'anno il presidente Xi ha scelto l'Europa a dimostrazione del sostegno che la Cina offre all'Ue.

Al momento attuale, le relazioni sino-europee sono buone e i punti in comune tra le due parti sono più delle divergenze. In particolare, su molte questioni internazionali ancora aperte, le due parti hanno assunto una posizione unanime ed entrambe considerano importante contrastare l'unilateralismo e il protezionismo.

Sfortunatamente, c'è anche chi vede con ostilità lo sviluppo della Cina e asserisce di volersi "sganciare" dalla Cina, minacciando persino altri paesi, con l’intenzione di contenere lo sviluppo pacifico della Cina. Secondo il ministro Wang Yi, "sganciarsi" dalla Cina significa "sganciarsi" dalle opportunità; equivale a "sganciarsi" dal futuro e, per certi versi, dal mondo. Infatti, la rinascita pacifica della Cina sta guadagnando sempre più la fiducia della comunità internazionale. Secondo gli ultimi dati pubblicati da alcune agenzie di sondaggi in Germania e negli Stati Uniti, il popolo europeo e americano ritiene che la Cina sia più affidabile.

Alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, che si è conclusa non molto tempo fa, molti commentatori politici europei e americani si sono espressi sul fatto che la "nave dell’amicizia" transatlantica sta per rovesciarsi e che, nell’ambito della governance globale, per l'Europa sta diventando sempre più urgente e necessario intensificare la cooperazione con la Cina.

Commenti

EchiroloR.

Mer, 20/03/2019 - 11:08

Gli Stati Uniti non hanno alcun interesse/capacità economica di offrire un'alternativa superiore o mezzi alternativi di investimento e sviluppo simili o migliori ai paesi europei rispetto a Via della Seta (Cina)

Ritratto di filospinato

filospinato

Mer, 20/03/2019 - 13:16

A garanzia del successo della scelta, attendo il parere ultimo dei prodi segugi dell'economia. Del tipo che mboccando la via della seta produrremo un pacco di meno, guadagnando come se producessimo un pacco in più. Un vero affare per la nazione. Un passo avanti e cinque indietro.

Nick2

Mer, 20/03/2019 - 13:33

Tante chiacchiere e poca sostanza. Il problema che preoccupa molti italiani (oltre che europei e statunitensi)è uno e semplicissimo: qualcuno sa cosa firmerà il nostro Presidente del Consiglio? E soprattutto, sanno Conte ed il suo governo del cambiamento cosa firmeranno?

carlottacharlie

Mer, 20/03/2019 - 15:49

Ussignur, ci sono di mezzo i 5s che son incapaci a capire le trappole e poi son comunisti come la Cina. Fermarli subito questi mentecatti inconcludenti e tanto stupidi, fermarli ci salverà dall'egemonia rossa cinese. Ci siano altre persone, intelligenti e che non si lasciano buggerare, a trattare coi cinesi. Il sapere che ci son due comunisti a trattare dovrebbe farci sollevare, noi popolazione, e pretendere un alt a tale accordo.

scorpione2

Mer, 20/03/2019 - 17:41

carlottacharlie, non ce' solo giggino di maio se ci sara' una stipula, ma ci sara' pure capitan salvini e anche il giullare conte,quindi come vedi giggino e' in buona compagnia. o frect.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Gio, 21/03/2019 - 09:11

Li conosco bene! La Cina sostanzialmente è un "non mercato".Non importa per "convenienza economica",ma SOLO prodotti,che al momento non può produrre e/o che non produce a sufficienza.Quindi SOLO prodotti che "al momento" è quasi "obbligata" ad importare.Appena sono in grado(dopo essersi appropriati della tecnologia"),chiudono il rubinetto,da un giorno all'altro!Hanno un Mercato interno "enorme",laddove l'"esportazione" in genere rappresenta un piccola fetta della "produzione" di una Fabbrica(5-10%)...Dove arrivano con le loro "Aziende",con le loro "attività", si avvalgono in "primis" di manodopera Cinese locale.Si avvalgono di "sistemi di compensazione valutaria"(conosco bene il sistema...),laddove nel Paese dove si insediano,in pratica hanno Aziende che sono appena in "pareggio" ...e pagano NIENTE di tasse... OCCHIO AI CINESI!