Sul pc del killer di Orlando video delle esecuzioni Isis

Il killer, nato a New York ma di origini afghane, ha spiegato alle persone barricate nei bagni che voleva che "l’America smettesse di bombardare il suo Paese"

Emergono nuovi particolari sulla strage di Orlando, costata la vita a 50 persone. Il killer, nato a New York ma di origini afghane, ha spiegato alle persone barricate nei bagni che voleva che "l’America smettesse di bombardare il suo Paese": lo ha riferito in una conferenza stampa Patience Carter, una degli ostaggi. Intanto la moglie di Omar Mateen, lo stragista di Orlando, sapeva che il marito si preparava ad attaccare un locale gay. Lo ha riferito una fonte investigativa al New York Post sottolineando che Noor Salman ha affermato di aver tentato di dissuadere il marito e di averlo accompagnato almeno una volta al Pulse, scenario del massacro in cui sono morte 49 persone. Noor avrebbe inoltre ammesso di aver accompagnato Mateen a comprare munizioni e una fondina.

Noor Salman è tornata nell’appartamento che condivideva con il marito in queste ore scortata dalla polizia, per indagare se c’è stato o meno un furto nell’abitazione lunedì. A confermare che Noor Salman è tornata nell’appartamento è il portavoce della polizia di Fort Pierce, l’area dove si trova la casa di Omar Mateen. La polizia avrebbe indagato anche Noor Salman per l’attacco al Pulse perchè ritiene potesse essere a conoscenza delle intenzioni del marito. Dopo aver inizialmente rifiutato di collaborare con le autorità, Salman avrebbe iniziato a collaborare, rilasciando una dichiarazione scritta alle autorità. Da un’analisi degli apparecchi tecnologici di Omar Mateen emerge che l’autore della strage di Orlando aveva effettuato ricerche per materiale di propaganda jihadista, compresi video dell’Isis su decapitazioni.