Orlando, l'ipotesi del "fuoco amico"

Il sospetto del New York Times: "Alcune delle vittime della sparatoria nel night club di Orlando colpite dalla polizia"

Nasce il sospetto negli Stati Uniti che alcune delle vittime della sparatoria nel night club di Orlando siano state uccise da "fuoco amico". A lanciare l'ipotesi è il New York Times che spiega: "Non è ancora chiaro quante delle 49 vittime nella discoteca siano state uccise da Mateen e quante potrebbero essere state uccise dalla polizia che ha fatto irruzione nel locale dopo una situazione di stallo di tre ore". Intanto Si fa strada sempre di più l'ipotesi che Omar Mateen, il killer della strage di Orlando in cui sono morte 49 persone (più lo stesso Madeen), fosse un 'lupo solitario', influenzato sicuramente dagli estremisti, magari tramite internet e decisamente radicalizzato. Ma nella notte tra sabato e domenica Mateen ha agito da solo, aprendo il fuoco nel night club per gay Pulse, senza seguire un piano terroristico organizzato. Lo ha confermato il direttore dell'Fbi, James Comey e lo ha ribadito il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama che ha continuato a parlare comunque di un "atto terroristico", avallato dalla rivendicazione ufficiale dello Stato islamico attraverso la radio ufficiale del gruppo, al-Bayan, dopo quella diffusa dall'organo di propaganda del gruppo 'Amaq'. L'attentatore è descritto come "uno dei soldati del Califfato in America".

La chiamate del killer

Come per gli autori della strage di San Bernardino, Syed Rizwan Farook e Tashfeen Malik, americani di seconda generazione, a cui Madeen ha detto di ispirarsi, anche il killer era cresciuto negli Stati Uniti da genitori afghani, prima a New York e poi in Florida e aveva giurato fedeltà allo Stato Islamico. "Una fedeltà dell'ultimo momento", ha ricordato Obama, arrivata durante una telefonata al 911. Il killer infatti ha chiamato le forze di polizia mentre era già dentro il locale e probabilmente dopo aver già sparato all'impazzata sulla folla, radunata per una serata di musica latina. "Ha telefonato tre volte al 911 - ha spiegato Comey - La prima volta ha riattaccato, la seconda ha parlato brevemente con il centralinista, poi il centralinista lo ha richiamato e lui ha dichiarato fedeltà allo Stato islamico", ha spiegato.

Il blitz della polizia

"Durante la conversazione sembrava tranquillo e freddo", ha raccontato in mattinata il capo della polizia John Mina, fornendo nuovi dettagli sulla sparatoria. "Mentre parlava con i nostri negoziatori a un certo punto ha fatto riferimento a degli esplosivi e per paura di una perdita maggiore di vite umane abbiamo deciso di iniziare l'operazione di salvataggio", ha spiegato Mina. Undici agenti hanno quindi fatto irruzione nel locale, dove Madeen si era barricato in bagno con alcuni ostaggi. Mentre lui era nascosto, le forze di polizia sono riuscite a far fuggire le 15-20 persone rinchiuse in un altro bagno. L'Fbi ha fatto sapere di aver seguito i tabulati telefonici e che al momento non si hanno ndicazioni di un complotto organizzato dall'estero. Ma ha ribadito di stare indagando anche su altre persone.

Commenti

manente

Lun, 13/06/2016 - 23:27

Tutti ed anche Obama e la Clinton, sanno bene che l'Arabia Saudita da decenni finanzia con miliardi di dollari il terrorismo islamico in tutto il Mondo, Stati Uniti compresi. Il "problema" di Obama e della Clinton è che i sauditi hanno finanziato anche le loro campagne elettorali .... e questo fatto Trump e molti americani ormai lo hanno capito benissimo. Quanto alle armi, a parte il fatto che l'attentatore era una “guardia giurata” (sic…), solo il Nobel per la Pace e Killary Clinton possono raccontare che, per sconfiggere il Daesh, bisogna vietare la vendita di armi alla gente perbene!

alox

Mar, 14/06/2016 - 00:05

E la proposta di Trump e' quella di andare allo stadio, in discoteca ai concerti armati? Presidente dei somari!

Tobi

Mar, 14/06/2016 - 09:07

Barack Obugiardo si arrampica sugli specchi. Nega che la strage abbia a che fare con l'Isis. Certo, dopo che il governo U.S.A. ha creato l'Isis (che altro non erano che cosiddetti ribelli "moderati" usati contro Assad in Siria e di conseguenza contro la Russia alleata di Assad), ora che l'Isis fa danni anche a casa sua gli brucia. Obugiardo deve negare le su responsabilità.