"La polizia arrestò Regeni il giorno della scomparsa"

Una fonte del ministero degli Interni del Cairo ha però negato

Giulio Regeni sarebbe stato detenuto dalla polizia e trasferito presso una struttura della Sicurezza nazionale lo stesso giorno in cui è scomparso il 25 gennaio, nell'anniversario della rivoluzione di Piazza Tahrir. Lo riferiscono fonti anonime dell'intelligence egiziana, secondo quanto riportato dall'emittente televisiva locale "Ghad al Arabi". Le fonti hanno riferito che il ricercatore italiano sarebbe stato fermato insieme ad un cittadino egiziano da agenti della polizia in borghese nei pressi della stazione della metropolitana Gamal Abdel Nasser. Non è chiaro se la persona fermata con l'italiano fosse un suo conoscente, così come non è stato reso noto il motivo per cui i due sarebbero stati fermati: quel giorno la sicurezza nella capitale era stata rafforzata nel timore di proteste contro il governo. Secondo le fonti, inoltre, i due sarebbero stati portati presso la stazione di polizia di Izbakiya, nei pressi del centro del Cairo, a bordo di un minibus bianco con targa delle forze di sicurezza. Dopo circa 30 minuti, Regeni sarebbe stato trasferito a Lazoughili, un complesso della Sicurezza nazionale egiziana.

Una fonte del ministero degli Interni del Cairo ha però negato che il ricercatore italiano sia stato arrestato dalla polizia egiziana lo stesso giorno della sua scomparsa. "La polizia non ha fermato Regeni - ha detto la fonte al sito di notizie 'Youm 7' - non l'ha trattenuto in alcuna sua sede, quelle che circolano al riguardo sono mere illazioni volte a minare il lavoro della sicurezza egiziana e a indebolire le istituzioni dello Stato. Non c'era alcun motivo per torturare un giovane straniero che studiava in Egitto, il ruolo della polizia è proteggere, non torturare".

Commenti
Ritratto di siredicorinto

siredicorinto

Gio, 21/04/2016 - 22:28

Rispeto il dolore dei suoi. La morte di un giovane é sempre una terribile tragedia pero', pero' . Chi gli ha infarcito la testa di idee sbagliate, chi lo ha spinto ad essere spericolato in paesi dove esiste una cultura diversa dalla nostra. Non discuto sulla bontà o meno del suo pensiero, dico solo che é stato evidentemente imprudente, ma c'é chi lo ha spinto a farlo facendogli credere di poter avere fare comportamenti che in paesi occidentali sono permessi ma in altri sono dinamite. Conosco il mondo arabo e posso dire che occorre sempre molta discrezione e prudenza. Rinnovo le mie condoglianze ai familiari.

Massimo Bocci

Gio, 21/04/2016 - 23:17

Con una storiella dello STENTO!!! Al giorno il regime dei GOLPISTI, tiene impegnati gli Italioti a bada ogni giorno.

sergione41

Gio, 21/04/2016 - 23:36

Il sito, dopo che molti hanno cercato di descrivere fantasiosamente il Regeni un odioso e isolato comunista, avversato addirittura anche dalla GB, ha evidentemente perso interesse per questo giovane, che indipendentemente dalle sue idee è stato certamente ucciso procurandogli sofferenze indiscrivibili, vorrei ricordare a quelli che si stracciano le vesti per i Marò, che anche questo giovane era un italiano del quale dobbiamo proteggere la memoria e pretendere la verità. Commenti?

BiBi39

Ven, 22/04/2016 - 03:11

Anonimo credibile??

rossini

Ven, 22/04/2016 - 07:59

Regeni prima della morte fu arrestato dalla Polizia Egiziana? E allora? Anche Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi e Giuseppe per Uva erano stati arrestati dalla Polizia Italiana e… sono morti!

Ritratto di 98NARE

98NARE

Ven, 22/04/2016 - 08:52

PAESE SPORCO E ARROGANTE ( PARLO DEI GOVERNATORI , NON DELLA POPOLAZIONE). PERO' SI SAPEVA BENISSIMO COME VENIVA USATO L'EGITTO DAI VARI AMICI.....

Ritratto di ALEX FORTY

ALEX FORTY

Ven, 22/04/2016 - 09:30

x sergione41 : concordo sul fatto che un Italiano merita sempre tutela; prima di accanirsi contro un paese straniero (amico), i nostri dovrebbero per primi dire le verità !! Primo, il ragazzotto non era un ricercatore (di cosa??), ma si interessava di faccende molto scomode e di competenza dei servizi segreti, quindi la smettano i rappresentanti del governo a insistere sul fatto che il ragazzotto era un ricercatore in viaggio di studio. Per quanto riguarda il paragone con i Marò .... non é sospetta la differenza di intervento diplomatico tra i due casi ??? Con l'India coda tra le gambe, con l'Egitto invio di ispettori (settimane intere in alberghi a 5 stelle e connessi), e immediato ritiro dell'ambasciatore !!!

Ermocrate

Ven, 22/04/2016 - 09:49

mi associo a "siredicorinto"

restinga84

Ven, 22/04/2016 - 13:31

Conosco l`Egitto,ove sono spessissimo per ragioni di lavoro,da oltre trent`anni.Annovero conoscenze di alto livello in tutti i settori sia in quelli pubblici che in quelli privati.Ho ottima conoscenza della lingua araba.Per strana coincidenza mi trovavo in Egitto durante l`ascesa di Mursi(Fratelli musulmani) e nella data della sua destituzione,per me giustificabilissima conoscendo bene il paese.Sarebbe molto lungo elencare il perche`dell`ascesa dei militari,ripeto gistificabilissima, per coloro che scrivono per sentito dire ecc.In taluni paesi,in PARTICOLARI PERIODI,e`sempre consigliabile starne alla larga.Il ragazzotto,come lo definisce ALEX FORTY,forte di enesperienza,doveva fare le sue ricerche altrove.