Da prete a consulente di Mel Gibson: il corrispondente da Roma del sito vicino a Trump

Il New York Times dedica un lungo ritratto al 54enne Thomas Williams, ex prete da un po' di tempo corrispondente di Breibart, il sito Usa vicino alla destra filo Trump

Breibart, la testata online americana diretta da Steve Bannon (consulente di Donald Trump), a Roma ha un corrispondente che si chiama Thomas Williams. Cinquantaquattro anni, ex prete, ha lasciato l'abito talare perché si era innamorato di una donna, con cui ora vive nella Città eterna. Il New York Times gli ha dedicato un ritratto dettagliato, con alcuni particolari pruriginosi. A partire dal riferimento (per certi versi scontato) a "Uccelli di rovo", la serie tv che narrava la storia di un prete (Padre Ralph) che si innamora perdutamente di una donna (Meggie Cleary). Esperto di vini e della cucina raffinata, bello, maturo e poliglotta, Williams quando era ancora sacerdote è stato il volto tv del gruppo cattolico conservatore Legionari di Cristo, difendendo dalle accuse di pedofilia il leader, padre Marcial Maciel, poi costretto a lasciare il ministero nel 2006.

Di Papa Francesco, scrive il New York Times, "Williams parla con rispetto" sottolineando che la sua posizione personale è "a metà strada tra le idee trumpiane in materia di immigrati e la richiesta del Papa di costruire ponti". Quanto al muro lungo il confine con il Messico è una cosa "terribile". Dall’America, scrive ancora il Nyt, "non giungono interferenze su come seguire il Papa, quanto semmai richieste di articoli altamente simpatetici nei confronti di quanti, all’interno del Vaticano, si oppongono a Papa Francesco". In particolare "dell’esplicito cardinale Raymond Burke, che di Bannon è amico e che è stato privato di ogni potere da Francesco".

Williams sostiene che Bannon in realtà non sia mosso da sentimenti di razzismo o antisemitismo. "L’unico campo in cui si può riscontrare qualcosa è se si parla dell’Islam, lì c’è dell’animosità", ammette riferendo di aver preso parte tre anni fa ad un incontro in Vaticano in cui Bannon avrebbe enunciato un principio. Cioè che la "Chiesa militante" avrebbe dovuto unirsi contro la secolarizzazione e l’islamofascismo "che sradicheranno del tutto qualsiasi cosa ci è stata lasciata in eredità negli ultimi 2.500 anni". Una Chiesa militante in cui Breitbart crede a tal punto dall’aver lanciato negli ultimi anni tre uffici di corrispondenza: Londra, Gerusalemme e Roma. Tre poli di cui l’ultimo, annota il Nyt, "forse è il più importante nel suo porsi come un impero in espansione ma con un piede nell’antica casa dei crociati".

Quanto alla collaborazione con il sito di Bannon, Williams spiega che è il nuovo capitolo della sua storia: "Conoscete la mia storia, stavo cercando il modo di riabilitarmi", racconta ancora Williams facendo riferimento allo scandalo, che allora attirò l'attenzione dei media americani, che nel 2013 l'ha spinto a lasciare l'abito sacerdotale per sposarsi con la storica dell'arte vaticana Elizabeth Lev con la quale aveva avuto un figlio dieci anni prima, quando era ancora prete. La Lev è figlia dell'ex ambasciatore Usa in Vaticano, Mary Ann Glendon, che dal 2013 al 2014 ha fatto parte della Pontificia commissione referente sull'Istituto per le opere di religione e dal luglio di tre anni fa siede nel Consiglio di sovrintendenza dello Ior. L'incontro con Bannon risale al 2003, tramite un comune amico, uno dei produttori di "The Passion of the Christ" di Mel Gibson, il film girato in Italia per il quale Williams aveva lavorato come consulente teologico.