Primarie, al voto in Michigan e Mississippi

Nuovo imporante test elettorale. Si vota in quattro Stati: in palio 150 delegati per i repubblicani, 166 per i democratici

Nuovo importante test nella corsa per le primarie Usa, sia nel campo repubblicano che in quello democratico. Si tratta del "mini super Tuesday", un nuovo banco di prova per Donald Trump e Hillary Clinton, che nell’ultimo sondaggio Washington Post-Abc news continuano a guidare a livello nazionale ma perdono terreno su diretti inseguitori: il senatore del Texas Ted Cruz e quello del Vermont Bernie Sanders. Oggi si vota in Michigan e Mississippi (primarie per entrambi i partiti), Idaho (primarie Gop) e Hawaii (caucus Gop). In palio 150 delegati per repubblicani (su 1.237 necessari per ottenere la nomination) e 166 per i democratici (per vincere bisogna conquistarne 2.382).

Lo Stato più importante, quello che mette a disposizione più delegati (59 per il Gran old party e 147 per i dem), è il Michigan, bastione dell’industria automobilistica americana, sul cui salvataggio (pubblico) si sono scontrati, nell’ultimo duello tv, Hillary Clinton e Sanders, con l’ex segretario di Stato a favore e il senatore contro.

Tra loro si profila una gara aperta, mentre in Mississippi l’ex first lady può contare sul voto degli afroamericani. Trump, che finora si è imposto in 12 Stati su 20, guida i sondaggi tra gli elettori Gop in Michigan (36% contro il 23% su Cruz, secondo un sondaggio dell’università di Monmouth), ma qui la sorpresa potrebbe essere John Kasich, governatore del vicino Ohio. Nessun sondaggio recente per il Mississippi, ma in febbraio il tycoon era in testa.