Quando il Front National sconfisse il "fronte repubblicano"

Il Front National contro il "fronte repubblicano" il 7 di maggio per il ballottaggio presidenziale. Esiste un precedente che dà qualche speranza a Marine Le Pen

Il Front National è già riuscito a battere politicamente il "fronte repubblicano", l'unione, cioè, tra l'UMP e il PS, struttrata tradizionalmente per sbarrare la strada verso il potere dei lepenisti francesi. Il caso simbolo è quello di Brignoles. Era l'inizio di ottobre del 2013, quando Laurent Lopez, candidato del Front National alle elezioni cantonali della cittadina situata nel sud della Francia, superò il 40% dei voti al primo turno elettorale. Catherine Delzers, l'allora candidata dell’UMP, raggiunse solo il 20% dei consensi e sfidò Lopez al primo turno. Un caso diverso dal ballottaggio per il secondo turno delle presidenziali francesi, ma emblematico di come la sottovalutazione possa giocare brutti scherzi.

In quel caso, infatti, Lopez vinse. Nello specifico, il candidato del Fn si affermò con il 53,9% dei voti, in uno scrutinio che doveva essere, come di consuetudine, tranquillamente alla portata dei partiti tradizionali. Lopez prese 5031 voti, il suo avversario, la Delzers, si fermò invece a 4.301. Rispetto al primo turno si verificò un forte incremento della partecipazione elettorale: il tasso di votanti crebbe, infatti, di 14 punti percentuali.

Le autorità dei partiti appartenenti al "patto repubblicano" si affrettarono a dichiarare che Brignoles non apparteneva alla Francia contemporanea e che il caso non poteva costituire un precedente degno di nota. Oggi, dopo l'exploit del Front National alle scorse europee, alle regionali e alla recenti presidenziali, questi vertici di partito, allora così certi delle loro interpretazioni, avranno probabilmente cambiato idea.

Secondo l’esperto di comunicazione e marketing politico Frédéric Dabi, direttore dell’IFOP (Institut français d’opinion publique), come riportato in questo pezzo, poi, il dato di Brignoles andava integrato all'interno di una riflessione più ampia: "il Front National in questo momento approfitta sia dei fermenti interni al PS collegati alle difficoltà del governo, sia dell’incapacità dell’UMP di approfittare dell’impopolarità dell’esecutivo. Appare inoltre vincente il suo slogan ‘UMPS’ volto a sottolineare l’interscambiabilità di UMP e PS nell’attuale momento politico". Già Stenio Solinas- fece notare Andrea Rapisarda nel suo " All'armi siam leghisti"- sottolineò come, rispetto alla costituzione del "fronte repubblicano" anche per le presidenziali del 2017, ci fossero serie perplessità già in tempi non sospetti: " Nel 2017, difficilmente il copione si ripeterà, perché Marine Le Pen, rispetto al classico bipolarismo destra-sinistra porta con sè l'elemento di un populismo anti-mondialista, nazionale e quindi trasversale, giunto a maturazione".

Fu la sottovalutazione, nel caso di Brignoles, a giocare brutti scherzi ai partiti e ai loro rispettivi elettori, quelli che solitamente si uniscono per far sì che il Front National non si affermi in nessuna competizione elettorale. Il "patto repubblicano", insomma, ha già dato cenni di cedimento. Uno degli ultimi episodi in cui si è affermato è stato il caso nel quale venne vietata la partecipazione alla Le Pen alla marcia di unità nazionale successiva alla strage di Charlie Hebdo. Tra pochi giorni ci sarà la prova definitiva della tenuta. La ribellione social degli elettori di Francois Fillon che quotidianamente segnalano al loro leader di riferimento come non siano affatto d'accordo sulla scelta di sostenere Emmanuel Macron al ballotaggio, potrebbe essere un segnale. Si asterranno o voteranno il candidato del Front National? Il tempo fornirà ogni risposta. Marine Le Pen, intanto, ripensa a Brignoles e spera.