Quegli ex nazisti amnistiati ed arruolati come spie per la Germania comunista

Almeno 30 criminali di guerra non hanno ancora subìto un processo perché nel dopoguerra accettarono di lavorare come agenti segreti al soldo della ex Ddr

Nel cuore di Berlino ci sono trenta ex soldati nazisti ancora in vita, che non hanno subìto alcun processo. Lo racconta il settimanale tedesco Der Spiegel, che rivela come alcune decine di ex ufficiali nazisti delle SS siano sopravvissuti sino ad oggi senza dover sottostare ad alcun procedimento penale grazie ad un particolare davvero inimmaginabile: sarebbero stati reclutati nei servizi segreti del regime comunista della ex Ddr, la Stasi.

Alcuni veterani del Terzo Reich avrebbero ottenuto l'immunità giudiziaria dopo aver accettato di lavorare come agenti segreti per l'intelligence dell'allora Germania Est. E ora, secondo la ricostruzione dello Spiegel, i tribunali tedeschi non riuscirebbero a processarli.

"Nel caso di Auschwitz - ha spiegato al settimanale tedesco la storica Annette Weinke - si vede come operava la Stasi: alcuni venivano condannati, altri reclutati come spie, ad altri non accadde proprio nulla". Negli anni della ex Ddr, infatti, vennero celebrati alcuni processi contro i criminali di guerra nazisti, ma le autorità comuniste non mostrarono sempre la stessa solerzia verso tutti gli ex membri delle forze armate naziste.

L'ex SS Josef Settnik, ad esempio, prestava servizio nel campo di sterminio di Auschwitz sin dal 1942: dopo la fine del conflitto venne arruolato dalla Stasi come agente segreto. Il prezzo dell'amnistia: un lavoro di spionaggio nei confronti dei membri della sua parrocchia.

August Bielisch, identificato come ex guardiano dei lager solo nel 1971, offre una testimonianza molto esplicita di come la Stasi gestiva gli ex appartenenti agli eserciti di Hitler: "Per aver taciuto sulla mia appartenenza alle SS e la mia attività di guardiano nel campo di sterminio di Auschwitz posso essere messo sotto processo. Attraverso la mia disponibilità a collaborare la Stasi, voglio farmi perdonare i miei errori".

Molte storie come queste hanno indotto il tribunale di Ludwigsburg, vicino a Stoccarda, ad intentare un processo contro 30 ex criminali nazisti, tutti ormai tra gli 88 e i 100 anni. Una volta spiccati gli ordini di arresto, però, le autorità giudiziarie tedesche si sono accorte che un numero infinito di ragioni impediva - e tuttora impedisce - loro di procedere al dibattimento: alcuni degli imputati sono morti, altri hanno già subìto condanne in altri Paesi, altri ancora sono tutelati da cavilli giuridici.

Quel che è certo è che, conclude Der Spiegel, "dietro una facciata antifascista la Germania comunista scese a patti con molti ex nazisti."