Rubio minimizza il tracollo: "Posso ancora farcela"

Rubio ha vinto sono nel poco decisivo Minnesota. Eppure non demorde e rilancia: "In Florida vinceremo, ve lo prometto. Da questo momento in poi, se si guarda alla mappa per noi si mette meglio"

Ha vinto solo i caucus del Minnesota (37%), lasciando che a festeggiare il Super Tuesday fosse Trump (sette successi), seguito da Cruz (due). Per Marco Rubio è stata una notte decisamente no, che mette a serio rischio la sua corsa per la Casa Bianca. Molti lo danno già fuori, con appena 78 delegati contro i 268 di Trump e i 142 di Cruz. L'asticella, però, è fissata a quota 1.237, quindi la vittoria è lontana per tutti. Ma se quella delle primarie è una lunga corsa a ostacoli, di sicuro è difficile portarla avanti se si parte con la zavorra. L'ultima campana per Rubio è suonata. Se non vincerà almeno nel suo Stato, la Florida, sarà fuori. Perché in quel caso la sua credibilità come candidato crollerebbe tutto d'un tratto.

Eppure Rubio non demorde e, presentandosi in tv, minimizza il suo flop nel Super Tuesday. Lo fa calcolatrice alla mano: sottolinea, infatti, di aver vinto abbastanza delegati per rimanere in corsa nella maratona per la Casa Bianca. E prometten di rifarsi nelle prossime tappe, a partire dalla sua Florida a metà marzo. Rubio ribadisce il suo impegno per salvare il partito che fu di Lincoln e Reagan e attacca di nuovo il "truffatore" Donald Trump e la sua mancata presa di distanza dal Ku Klux Klan.

Il giovane senatore di origini cubane da settimane viene considerato l'ultima speranza dell'establishment repubblicano per stoppare la corsa di Trump. Ma ormai i tempi stringono e lui non ha mai sfondato, a parte il poco decisivo Minnesota. E la cosa ancor peggiore è che il suo più diretto rivale per diventare l'anti Trump, il senatore Ted Cruz, nel Super Martedì non solo si è imposto nel suo Texas ma anche nel confinante Oklahoma, portando a tre (con l'Iowa) il numero totale delle vittorie.

Per queste ragioni Trump è tornato a chiedere a Rubio di farsi da parte. Lui però non demorde. La sua ultima spiaggia sono le primarie di metà marzo in Florida, dove però i sondaggi lo danno dietro al re del mattone. Lui ci crede. O almeno prova a convincere i suoi che il peggio è passato: "In Florida vinceremo, ve lo prometto. Da questo momento in poi, se si guarda alla mappa per noi si mette meglio".