"Una esplosione nella scatola nera". Ma l'Egitto frena: non ci sono prove

Per i media francesi le analisi avallerebbero l'ipotesi di un attentato, ma dal Cairo nessuno conferma la tesi

I resti dell'aereo russo che si è schiantato nel Sinai

Potrebbero non esserci molte risposte nelle scatole nere dell'aereo caduto nel Sinai, se si sta a sentire la versione che arriva in queste ore dal Cairo, dove le autorità si muovono per forza di cose con i piedi di piombo. Secondo quanto trapela dal ministero dell'Aviazione civile le notizie che iniziavano a circolare su alcuni media sono "false e infondate" e sull'eventualità di una bomba a bordo dell'areo che è precipitato se ne sa quanto prima.

Una tesi che non convince tutti. Ci sono i media francesi, per esempio, ad avallare l'ipotesi di un attentato terroristico messo a segno dagli uomini del sedicente Stato islamico. Secondo Le Point l'esame delle scatole nere avrebbe dato conferma dell'ipotesi e France 2 aggiunge che si sentirebbe in maniera piuttosto chiara il rumore di un'esplosione, citando uno degli inquirenti, non meglio specificato.

Se l'ipotesi di un incidente non è ancora da scartare del tutto, intanto alcuni campioni dell'aereo sono stati inviati a Mosca, dove si procederà a verificare sull'eventuale presenza di esplosivo all'interno dell'Airbus e che, a quanto scrive l'agenzia Tass, saranno affidati a "esperti di altissimo livello".

Commenti
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Giovanni da Udine

Ven, 06/11/2015 - 20:45

Palle. Le scatole nere sono fatte per resistere a ben altro, sono in coda all'aereo ma non sono contigue al vano bagagli nonché protette da questo. E' comprensibile che gli egiziani non vogliano ammettere che l'aereo è caduto per una bomba innanzitutto perché ammetterebbero l'insufficienza dei loro controlli ma, soprattutto, per gli incalcolabili danni al turismo.

alox

Ven, 06/11/2015 - 21:30

Con I piedi di piombo... logicamente sarebbe un ulteriore disastro turistico!

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Runasimi

Ven, 06/11/2015 - 23:56

La disumana ferocia degli assassini islamici dell'ISIS non conosce ostacoli. Qualche dipendente dell'aeroporto di Sharm el Sheik potrebbe essere stato costretto a piazzare la bomba SOTTO LA MINACCIA DI MORTE PER LUI E LA SUA FAMIGLIA. Non necessariamente occorre che per organizzare un attentato a bordo degli aerei i maledetti dell'ISIS abbiano loro affiliati negli aeroporti. QUESTA È LA TRAGICA REALTÀ DI UN NEMICO CHE DEVE ESSERE ANNIENTATO.

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vraie55

Sab, 07/11/2015 - 00:00

un po' di serità richiederebbe di aspettare che parli chi sta esaminando i reperti .. e non dar credito ai massimi bugiardi del Globo, a chi ha interesse a dare una propria verità; dopo anni in cui si fomenta il terrorismo e lo si vede ad ogni angolo di strada per giustificare le - nostre - nefandezze era inevitabile e ovvio il rullo dei tamburi dei nostri media