Il Signore degli Anelli nel nuovo video di propaganda Isis

La settimana scorsa al Qaeda ha paragonato Trump a John Rambo. Nel nuovo video di propaganda, l'Isis pesca dal Signore degli Anelli e da Le Crociate

Il Ritorno del Re, terzo film che conclude la trilogia cinematografica de Il Signore degli Anelli e Le Crociate di Ridley Scott nel nuovo video di propaganda Isis. La settimana scorsa nel video di propaganda The Thorns of Hatred: The Disgraceful Strategy of T-Rambo 'The Awful', al Qaeda ha paragonato Trump a John Rambo, ignorando però del tutto la trama. Rambo – spiega Hossam Abdul Raouf, portavoce di al Qaeda - ha sconfitto i sovietici in Afghanistan con un solo Kalashnikov. Ma come sappiamo in Rambo III, il berretto verde si reca in Afghanistan per salvare il colonnello Trautman catturato in un imboscata dai sovietici e non per liberare il Paese. Al Qaeda dimentica o ignora del tutto che nel film l'ex reduce del Vietnam riceve aiuto proprio dai mujahideen guidati dal comandante Masoud che si ispira ad Ahmad Shah Massoud. Anche la scelta della foto di Rambo inserita nel messaggio di Raouf è sbagliata poiché si riferisce al quarto episodio della saga ambientata in Birmania, venti anni dopo i fatti avvenuti in Afghanistan.

Isis: Conquer the Enemies

25 minuti e 38 secondi di propaganda jihadista. Dopo una breve clip iniziale con protagonista il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il narratore in lingua araba introduce una generica battaglia medievale. Esattamente al minuto 1,02 entrano in scena i cavalieri di Rohan pronti a combattere nei campi del Pelennor per liberare Minas Tirith, capitale del Regno di Gondor, assediata dagli orchi di Sauron. Il media operative si guarda bene dal mostrare la carica dei Rohirrim (già utilizzata lo scorso anno in un video del Turkistan Islamic Party) del terzo capitolo della saga de Il signore degli Anelli diretta da Peter Jackson, staccando pochi secondi dopo su una più realistica scena di battaglia tra cavalleria crociata ed araba. Anche quest'ultima proviene da un film di Hollywood: si tratta di Kingdom of Heaven, tradotto in Italia con il titolo Le Crociate, film del 2005 di Ridley Scott con protagonista Orlando Bloom.

Il riferimento alle crociate

Nella retorica jihadista le crociate invocano una guerra difensiva dell'Islam contro l'Occidente invasore. Secondo la distorta visione dell’Isis, il mondo è diviso in due parti (il riferimento è al discorso dell’ex Presidente Bush): o si è dalla parte dei crociati o con l’Islam. E’ uno stratagemma culturale nel tentativo di unire tutti i musulmani in una guerra religiosa. La strategia dialettica ha un fine ben preciso: inquadrare il conflitto in un’ottica religiosa e politica. Con il termine “crociati” l’Isis identifica tutti i nemici dell’Islam. L’ossessivo utilizzo della parola “crociati” è strutturato per rendere sempre viva nella mente nei lettori il ruolo dell’Occidente come storico invasore e nemico religioso. Poiché non esiste distinzione (il contenitore crociato annovera tutti i nemici), si rendono implicitamente colpevoli anche i civili, rei di supportare e legittimare qualsiasi tipo di conflitto in Medio Oriente. Ecco perché anche i “crociati civili” diventano obiettivi legittimi di una guerra. L’Isis spiega che i crociati sono sempre stati sconfitti nel tempo nonostante i loro diversi tentativi di soggiogare il Medio Oriente. Il termine, quindi, rientra in un preciso messaggio di speranza, lotta e vittoria ciclica. Dichiarando gli occidentali come crociati, l’Isis tenta di legittimare la sua battaglia contro coloro che vogliono conquistare la terra della fede, screditando tutti i loro sforzi bellici. L'Isis si definisce come il ramo puro dell'Islam nella sua forma più vera: la sua autorità si basa sulla religione.

Conquer the Enemies potrebbe essere l'ultimo video di propaganda Isis prima del possibile appello ufficiale per autorizzare i distaccamenti nel compiere attentati contro l'occidente durante il Mese Sacro. Ad oggi l'Isis ha rivendicato 16 attentati in sei paesi avvenuti durante il Ramadan.

Il Ramadan si concluderà il prossimo 15 giugno con l’inizio delle celebrazioni per l’Eid al-Fitr, una delle feste più importanti della religione islamica che sancisce proprio la fine del digiuno. Così come avvenuto in precedenza il messaggio ufficiale dello Stato islamico è atteso a ridosso degli ultimi dieci giorni del Ramadan, prima della Notte del Destino. Abbiamo ipotizzato questa settimana come finestra temporale utile per diramare l'appello (termine ultimo 4 giugno). Secondo le Sacre Scritture nella Notte del Destino o Laylat al-Qadr, il Profeta Maometto ricevette per la prima volta il messaggio divino nella sua interezza. E' chiamata così perché in essa Allah decreta il destino della creazione per l’anno a venire. In realtà si ignora quale giorno fosse, ma è solitamene indicata come una delle notti dispari dell’ultima decade del Ramadan. Lo scorso anno il portavoce dello Stato islamico Abu al-Hassan al-Muhajir rilasciò su Telegram una messaggio audio di incitamento per compiere attentati durante “il mese sacro della jihad” in Europa, Russia, Stati Uniti, Australia ed Iran (l’Isis ritiene i musulmani sciiti come apostati). Il messaggio è stato diffuso il 12 giugno scorso, a dodici giorni dalla fine del Ramadan. L’eliminazione fisica delle figure principali del movimento non interrompe la profondità strategica digitale. Secondo le tradizioni islamiche, nella Notte del Destino i peccati saranno perdonati. Nella reinterpretazione della teologia islamica ad opera dell’Isis, l'omicidio negli ultimi dieci giorni del Ramadan è considerato un atto devozionale.

La Notte del Destino e l'inizio dei Mondiali

Il Ramadan si concluderà il prossimo 15 giugno con l’inizio delle celebrazioni per l’Eid al-Fitr. La cerimonia di inaugurazione della 21° edizione della Coppa del Mondo si terrà il prossimo 14 giugno dinanzi gli 80 mila spettatori del Luzhniki Stadium di Mosca. La prima partita sarà Russia - Arabia Saudita, entrambi bersagli già citati dall'Isis.