Siria, c'è l'accordo sul cessate il fuoco. Ma si continua a trattare (e a litigare)

Il vertice di Monaco di Baviera trovato l'accordo per il "cessate il fuoco" entro sette giorni. Ma restano aperti alcuni nodi: la Russia, infatti, fa sapere che continuerà a bombardare Isis e al Nusra. Londra: stop bombardamenti

Cinque anni di guerra hanno disintegrato la Siria: centinaia di migliaia di morti (470mila secondo il Syrian Center for Policy Research), 7,6 milioni di sfollati e 4,1 milioni di rifugiati all'estero sono i numeri che fotografano la tragedia. Ma ora c'è una speranza. Nella notte il gruppo internazionale di sostegno alla Siria ha raggiunto un accordo per la cessazione delle ostilità: sette giorni di tempo per la sua attuazione e per fornire un rapido accesso umanitario alle città siriane attualmente sotto assedio. manca ancora, però, un cessate il fuoco completo. Si è arrivati all'accordo dopo una lunga maratona negoziale a Monaco di Baviera, che doveva servire a rilanciare i negoziati arenatisi la scorsa settimana. In una conferenza stampa, il segretario di Stato americano John Kerry ha sottolineato gli impegni raggiunti dopo l'incontro: "Quello che abbiamo bisogno di vedere nei prossimi giorni sono azioni sul terreno, nel campo", ha detto, aggiungendo che "senza una transizione politica, non è possibile raggiungere la pace". Nell'illustrare i contenuti dell'intesa, sia Kerry, sia il ministro degli esteri russo Lavrov, hanno sottolineato la necessità di riprendere i negoziati a Ginevra, dove oggi alle ore 16 (ora locale) si incontrerà una task force che dovrà coordinare e monitorare gli aiuti umanitari in Siria.

Dopo il raggiungimento dell'accordo ha sottolineato come la Russia non porrà finire agli attacchi aerei in Siria, ribadendo che la cessazione delle ostilità non si applica allo Stato islamico e ad al Nusra, che è affiliata con al Qaeda. Lavrov ha posto l'accento sui militanti dello Stato islamico che controllano gran parte della Siria e dell'Iraq: "Le nostre forze dello spazio aereo - ha precisato - continueranno a lavorare contro queste organizzazioni". Una posizione, questa, non condivisa dagli Stati Uniti e dagli alleati europei, che sottolineano come solo una parte minoritaria degli attacchi fosse diretta a quei gruppi, rimanendo per la maggior parte concentrata su alcuni gruppi di opposizione (sostenuti dall'Occidente) che cercano di rovesciare il governo del presidente siriano Bashar al-Assad.

Lavrov ha aggiunto che i colloqui di pace devono riprendere a Ginevra nel più breve tempo possibile e che tutti i gruppi di opposizione siriani dovrebbero partecipare. Ha poi chiarito che la semplice sospensione delle ostilità sarebbe un compito difficile. Il ministro degli Esteri britannico Philip Hammond ha affermato che un cessate il fuoco potrebbe avere successo solo se la Russia fermasse gli attacchi aerei di supporto alle forze governative siriane contro l'opposizione. Insomma, come si vede le posizioni sono ancora distanti.

"C’è un risultato oggi a Monaco, pensiamo di aver fatto dei progressi. Su tutti e due i fronti, le ostilità e gli aiuti. E questi progressi hanno il potenziale di cambiare la vita quotidiana dei siriani". Il segretario di Stato Usa, John Kerry, è soddisfatto nel presentare le condizioni dell’accordo raggiunto dall’International Syria Support Group. Kerry precisa che la fine delle ostilità dovrà avvenire nel giro di una settimana e gli aiuti umanitari dovranno arrivare subito. L’Onu alle 16 a Ginevra riunirà una task force umanitaria composta da membri dell’International Siria Support.

L'accordo "riaccende la speranza", scrive su Twitter il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. "#Siria aiuti umanitari entro domenica e una settimane per fine ostilità. La nottata diplomatica qui a Monaco ha riacceso la speranza".

Opposizioni siriane in esilio: no alla proposta

Le opposizioni siriane in esilio rifiutano con forza la proposta per un cessate il fuoco entro una settimana. Riad Hijab, presidente dell’Alto consiglio dell’opposizione siriana, la delegazione incaricata di condurre i colloqui mediati dall’Onu con il governo di Damasco, ha affermato che "nessun accordo è possibile fino a quando rimarrà i carica il presidente (Bashar) al Assad e rimarranno in Siria i Pasdaran (iraniani)".

Si aggrava il bilancio delle vittime

È di quasi mezzo milione di siriani uccisi il bilancio di cinque anni di violenze in Siria, circa il doppio di quanto documentato un anno e mezzo fa dall’Onu. Lo si apprende dal rapporto aggiornato di un autorevole think tank siriano indipendente, il Syrian Center for Policy Research (Scpr) basato a Beirut. Nel 2014 l’Onu aveva smesso di contare il numero di uccisi per le difficoltà nel documentare in maniera autorevole i fatti sul terreno. Da allora l’unica fonte su cui i media si basavano erano i report periodici cell’Osservatorio nazionale per i diritti umani, una organizzazione siriana legata alle opposizioni. Nel rapporto del think tank siriano si afferma inoltre che l’aspettativa di vita in Siria è scesa di ben 14 anni, dai 70 del 2010 ai 56 del 2015.

Commenti

alfonso cucitro

Ven, 12/02/2016 - 10:30

Come al solito la diplomazia e le proposte dell'amministrazione dell'abbronzato islamico sono sempre false e a doppio taglio.Far finta di combattere il terrorismo e nello stesso tempo foraggiarli con uomini e mezzi di ogni tipo.fa bene Putin ad andare avanti con le sue idee e con le sue decisioni che stanno dando il loro frutto.

Ritratto di Otto-Volante

Otto-Volante

Ven, 12/02/2016 - 10:33

Articolo che mette a tacere il precedente di micalissin, che come al solito si sperticava ad idolatrare il criminale putler, che bombarda i turcomanni a Nord, e non l'isis...

Lino.Lo.Giacco

Ven, 12/02/2016 - 11:32

la transizione politica (menefreghismo mondiale) ha gia provocato oltre 300.000 mila morti e 5 milioni di profughi, per assurdo se l'onu (inesistente) avesse bombardato il regime appena iniziato il conflitto sarebbero morte un decimo di persone e la guerra sarebbe finita da un pezzo burocrati di merda! continuate a viaggiare, sbafare, e prendere per il culo il mondo intero.

Alessandro10

Ven, 12/02/2016 - 11:41

Per Otto-Volante.. Sai leggere tra le righe oppure no?!? Per una settimana la Russia bombarderà a più non posso Aleppo, poi avrà comunque carta bianca perchè IS non è inclusa nel cessate il fuoco. E al-Nusra è come IS...Indebolendo ulteriormente IS si avrà il conseguente rafforzamento dei CURDI, tenendo anche in considerazione che gli USA appoggiano i curdi stessi. Putin sa che gli USA non invieranno truppe di terra, idem gli Inglesi e la Turchia; se lo facesse sarebbe una aggressione ad uno stato sovrano, cioè una formale dichiarazione di guerra.

Ildebrando

Ven, 12/02/2016 - 12:01

(Cavallo Pazzo)poco piu che 100 anni fa: "Il cane che lecca una mano non vede il coltello nascosto nell'altra". (Toro Seduto)poco piu che 100 anni fa. "Sette anni fa abbiamo stipulato un trattato con l'uomo bianco. Ci ha promesso che la terra dei bufali sarebbe stata nostra per sempre. Adesso minacciano di prenderci anche quella."

Trifus

Ven, 12/02/2016 - 12:07

Ma possibile che l'amministrazione Obama non si sia ancora accorta che le primavere arabe hanno fatto solo dei disastri? Se la tregua serve per dare soccorso alle popolazioni ben venga. Se invece serve per far riorganizzare le cosiddette opposizioni è un altro dei tanti sbagli della gestione Obama che servirà solo ad allungare il conflitto.

Ritratto di Otto-Volante

Otto-Volante

Ven, 12/02/2016 - 12:16

@alessandro... Prova a cercare: "Why Are Russian Engineers Working at an Islamic State-Controlled Gas Plant in Syria?"... Ancora non lo avete capito, che quella di putler che combatte l'isis, é tutta una faraonica presa per i fondelli??? Quello ha in mente solo di accaparrarsi un altro pezzo di terra in Siria per le sue basi... Come fatto in Crimea ed Ucraina!

milope.47

Ven, 12/02/2016 - 14:25

Chissà come è incazzato Obama. Dirà: Adesso gli AMARAcani mi odieranno perché sono riuscito ad ammazzare tutti tranne che Assad. Mah!. Speriamo negli indiani!.

chicolatino

Ven, 12/02/2016 - 15:21

otto cadente sei un genio:invece Usa ed UE sono interessati alla siria x il loro forte senso di umanita',nessun interesse...come mai non mostrano stesso interesse sviscerato, ad esempio,x 3/4 dei paesi africani che ancora non hanno acqua potabile???

Leo5150

Ven, 12/02/2016 - 15:39

Che faccia tosta sti ammerigani... Prima foraggiano dei gruppi armati, scatenano una guerra che annienta un paese, ora ci parlano di trattative di pace...che paese imperialista che ci vuole insegnare i concetti di democrazia e libertà

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Runasimi

Sab, 13/02/2016 - 00:42

Putin sta gestendo da vero statista la difficile situazione turco/siriana. È evidente che il programma da sciacallo di Erdogan è quello di impadronirsi della Siria. Finge di combattere l'ISIS ma bombarda i curdi. Compera il petrolio dall'ISIS e abbatte l'aereo di Putin che bombardava le colonne di camion cisterna. Ricatta i senzapalle dell'Europa pretendendo soldi per non inondarci di clandestini. HA PERÒ FATTO UN GRAVE ERRORE SOTTOVALUTANDO LA FERMEZZA DI PUTIN CHE DOMINA MILITARMENTE LA SITUAZIONE E NON SI FA INTIMIDIRE DAL SCIACALLO MUSULMANO.

vianprimerano

Sab, 13/02/2016 - 00:53

Breve sintesi: la Siria e' una delle pochissime nazioni al mondo a non essersi piegata ai voleri dei banchieri occidentali (ebrei-kazhari-sionisti, residenti x la maggior parte negli USA) che come una piovra o meglio un schifoso parassita voleva imporre il signoraggio bancario primario e secondario anche in quella nazione. Tali banchieri fanno parte di quelle 300 famiglie piu' ricche del mondo (Rothschild, Rockefeller e Soros sono solo alcuni nomi di questi luridi criminali) che sono a capo del criminale governo ombra mondiale e che vorrebbero imporre un dittatoriale governo mondiale. Secondo punto importante: la Russia ha sempre avuto un unico sbocco militare nel mediterraneo proprio nella sua base in Siria. Terzo: nazioni canaglia come Turchia, USA e Arabia, che hanno creato e continuano a sostenere l'ISIS, vogliono avere modo di riorganizzarsi chiedendo alla Russia di cessare i combattimenti contro l'ISIS (che gli occidentali, USA e Merkel in testa) fingono di voler combattere.