Siria, Damasco denuncia primi colpi di artiglieria turca al confine

Ankara ha schierato le truppe al confine: "Pronti ad agire". Damasco ha denunciato colpi di artiglieria turca nella notte

La Turchia è pronta ad avanzare nel nord-est della Siria. Il messaggio arriva direttamente dal ministero della Difesa di Ankara, che ha annunciato su Twitter di aver terminato i preparativi per l'operazione militare turca contro le milizie curde dello Ypg.

Eppure arrivano notizie e indiscrezioni riguardo un'eventuale attacco già sferrato dalle forze turche nella regione nord-orientale della Siria, quella al confine con l'Iraq.

Secondo quanto riferito da Sanaa, cioè l'agenzia governativa di Damasco, l'artiglieria di Ankara avrebbe colpito nella notte l'area situata nel valico di Simalka, una zona strategica attraverso la quale transitano rifornimenti militari e logistici per le forze curde e la coalizione anti Isis. Sputnik aggiunge che i turchi avrebbero inoltre centrato una base curda ad Hasakah.

La situazione è in fermento, tanto che le Forze democratiche siriane (Fds), che includono milizie curde, arabe e assiro-siriache, starebbero addirittura pensando a una collaborazione con il presidente della Siria, Bashar al-Assad per combattere la Turchia. Ad annunciare questa ipotesi, ripresa poi dal portale Rojava Network Broadcasting, è stato il comandante Mazlum Abdi.

Sale la tensione

Nel frattempo Ankara ha schierato le sue truppe al confine con la Siria ed è pronta a occupare le zone abbandonate dall'esercito degli Stati Uniti.

Il quotidiano turco Hurriyet ha scritto che "i preparativi sono stati completati nel minimo dettaglio" e che "le Forze armate turche sono pronte a partire non appena riceveranno l'ordine dalle autorità politiche. Se è oggi sarà oggi, se è domani sarà domani, inizieremo non appena arriverà l'ordine".

Gli Stati Uniti hanno però subito ridimensionato i piani di Recep Tayyp Erdogan, sottolineando come la decisione di Donald Trump riguardi solo il ritiro dei soldati americani nei pressi della frontiera con la Turchia. Stiamo parlando di un numero di circa 50-100 membri delle forze speciali, che saranno comunque dislocate in altre basi, ma sempre in Siria.

Washington ha poi lanciato un chiaro messaggio ad Ankara: nessuna operazione militare contro i curdi, o l'economia turca potrebbe essere distrutta dagli Stati Uniti. Pronta la risposta del vicepresidente turco, Fuat Oktay: “Non agiremo secondo le minacce”.

Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mar, 08/10/2019 - 12:22

Non si esclude, dopo il "casus belli", che la Russia e la Siria creino il nuovo Stato d'Armenia su territori dell'attuale Turchia, ove ricoverare i lazzaroni-migranti.