Strasburgo, sì al divieto di indossare il velo integrale nei luoghi pubblici

La Corte europea dei diritti dell'uomo respinge il ricorso di tre donne musulmane contro la legge belga che vieta di indossare il velo integrale in pubblico. Per i giudici il divieto non viola i diritti umani

La legge belga che vieta di indossare il velo integrale nei luoghi pubblici è legittima e non viola i diritti umani. Per la seconda volta in tre anni la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dato il suo placet alla legge che vieta di indossare il niqab - il velo integrale islamico che lascia scoperti soltanto gli occhi - nei luoghi pubblici.

Oggi, infatti, i giudici di Strasburgo hanno respinto i ricorsi di due cittadine belghe e di una marocchina, presentati contro la legge del primo giugno del 2011, con cui il governo belga introdusse il divieto per le donne musulmane di indossare il velo integrale in pubblico, e contro un regolamento comunale del 2008 che imponeva lo stesso tipo di divieto nei comuni di Pepinster, Dison e Verviers.

La corte di Strasburgo ha stabilito che la restrizione “è mirata a garantire la coesione sociale, la protezione dei diritti e delle libertà degli altri individui ed è necessaria in una società democratica”. Per questi motivi, dunque, secondo la corte, il divieto di indossare il velo integrale in pubblico non viola la Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

Già nel 2014 il tribunale di Strasburgo aveva preso una decisione simile riguardo il ricorso presentato da un ventiquattrenne francese contro l'analoga legge promulgata in Francia, primo Paese europeo a vietare, nell’aprile del 2011, il niqab nei luoghi pubblici.

A presentare ricorso contro la legge belga, che prevede il pagamento di una multa e la reclusione fino a sette giorni in carcere per chi indossa il velo integrale in pubblico, sono state una trentenne belga, Samia Belcacemi, una quarantenne marocchina, Yamina Oussar, e Fouzia Dakir. Davanti ai giudici le tre donne musulmane hanno rivendicato il loro diritto ad indossare il niqab, puntando il dito contro una legge giudicata discriminatoria. Samia Belcacemi, residente nel quartiere di Schaerbeek, a Bruxelles, è stata multata e ha rischiato l’arresto per aver aggirato il divieto. Un divieto che cambia "profondamente la vita sociale e privata", accusa Ouassar, cittadina marocchina residente a Liegi, che, da quando è entrata in vigore la legge ha deciso di non uscire più di casa.

Il governo del Belgio dovrà risarcire però Fouzia Dakir, quarantenne residente a Duson, la quale si è opposta al regolamento di Pepinster, Dison e Verviers. Nel suo caso, infatti, il Consiglio di Stato belga, secondo la Corte europea, ha peccato di "eccesso di formalismo" nel respingere il ricorso. Per questo Dakir riceverà un indennizzo di 800 euro per le spese legali.

Commenti

volo_basso

Mar, 11/07/2017 - 16:28

Trovo coerente la decisione di Strasburgo, in quanto in pubblico le generalità delle persone sono di diritto per potersi difendere da possibili aggressioni. Se a loro , con educazione differente dalla nostra, non piace essere viste da altri, rimangano recluse in casa oppure tornino al loro paese ritornando alle loro credenze e costumi.

Divoll

Mar, 11/07/2017 - 16:31

Dovrebbero vietare il velo tout court in tutta Europa, incluso quello che copre solo i capelli. Sarebbe, magari un incentivo per molti musulmani a tornare nei loro paesi di origine. E spero che i futuri governi lo faranno, liberandosi finalmente del pernicioso politicalli correct.

Boxster65

Mar, 11/07/2017 - 16:32

Per certi versi è meglio che stiano coperte perché scoperte sono molto peggio della figlia di Fantozzi. Vederle circolare nel Belpaese così conciate è un pugno per la nostra civiltà. Perché non se ne tornano nel loro bei paesi fatti di arretratezza a cui storicamente appartengono??

antonmessina

Mar, 11/07/2017 - 16:36

non viola diritti umani - ma le donne muslim non hanno diritto alcucno ! caso mai è una violazione dei diritti della donna andare in giro bardate come pipistrelli !

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Mar, 11/07/2017 - 16:38

Stiamo ancora ragionando di questo argomento? Per quanto ancora intendiamo porlo all'attenzione della magistratura?

Divoll

Mar, 11/07/2017 - 16:44

Questo divieto non solo non viola i diritti umani, ma al contrario li protegge. Non e' ammissibile che nel XXI secolo milioni di donne vengano tenute tutta la loro vita sotto un sacco (che e' DAVVERO contro i diritti umani).

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Mar, 11/07/2017 - 17:14

Per questo perderemo l'Europa. Impieghiamo 20 anni per far passare un divieto che ne richiedeva 5 (di minuti però) per essere approvato.

GiovannixGiornale

Mar, 11/07/2017 - 17:21

Anche la UE copia da Salvini, che mondo di razzisti!

Marcello.508

Mar, 11/07/2017 - 17:22

volo_basso - D'accordo.

vince50

Mar, 11/07/2017 - 17:44

Diritti umani un par de bal,qui siamo a casa mia e comando io.Se non ti sta bene dietro front e alla via cosi,del resto nessun Europeo può andare a viso coperto quindi zitte e mute.Con questi elementi la cortesia non funziona,bisogna essere molto ma molto chiari.

Raoul Pontalti

Mar, 11/07/2017 - 17:48

Corretta la decisone della Corte CEDU di Strasburgo che non è una Corte dell'Unione europea come si legge nella schermata delle (notizie dal) Mondo bensì del Consiglio d'Europa.

Ritratto di abj14

abj14

Mar, 11/07/2017 - 17:49

Sig.a Alessandra Benignetti, il titolo nella home page scrive : "La Corte Ue vieta di indossare velo integrale in luogo pubblico" – - - La cosiddetta Corte di Strasburgo (CEDU = Corte Europea dei Diritti dell'Uomo) non è una Corte UE; non ha nulla a che fare con l'Unione Europea (che ha invece la Corte di Giustizia dell'Unione Europea – CGUE – con sede in Lussemburgo). Consta di 47 membri tra cui Russia, Turchia, Albania, Armenia, Azerbaigian, Georgia, Montenegro, Ucraina, Bosnia-Erzegovina che non c'entrano appunto un beato klinz con l'UE. Precisato un tanto, mi compiaccio con siffatta Corte dei Miracoli che è riuscita a concedere il solito bonbon alla lenzuolata di turno condannando il Consiglio di Stato Belga per "eccesso di formalismo" con risarcimento di 800 € a suddetta lenzuolata.

Peace&Love&Freedom

Mar, 11/07/2017 - 18:00

Facciamo bene amici ad indignarci per questa sentenza! Su tutto e su tutti infatti deve sempr prevalere la nostra smodata e giustificatissima bramosia di accogliere legata alla nostra bontà il far sentire chiunque come a casa propria anche, se occorre, RINUNCIANDO alle nostre tradizioni, ai nostri usi e costumi, disposti finanche a farci cancellare e quindi riscrivere da capo le leggi per assumere in toto quelle dei Paesi di provenienza di tutti questi indispensabili ospiti, specie provenienti da nazioni a maggioranza islamica. Questa infatti è VERA civiltà, salvaguardare sempre i diritti ALTRUI, molto più che i nostri. Come già sta accadendo d'altronde. Tanto più, poi, visto che, grazie a politiche assai lungimiranti espresse dai governi in questi anni, dobbiamo iniziare ad abituarci ad essere ben presto minoranza in Europa (quale meraviglia delle meraviglie amici miei!) Peace&Love&Freedom&Rainbow

angelovf

Mar, 11/07/2017 - 18:13

Ci voleva la corte europea per dire che le persone fanno reato se non riconoscibili? Non si doveva neanche arrivare alla corte europea, dovevano essere arrestate al rifiuto di farsi riconoscere. Ogni nazione è sovrana in casa propria.

Ritratto di mauriziogiuntoli

Anonimo (non verificato)

Martinico

Mar, 11/07/2017 - 18:25

Tutto questo non farà altro che inasprire i rapporti con questi fanatici. Leggete tra le righe e vedrete se ciò non porterà ancora altra violenza. Sembra che sia proprio questo quello che ai piani superiori vogliono.

TitoPullo

Mar, 11/07/2017 - 18:39

Poche pippe! Se vogliono vivere in Europa debbono attenersi alla leggi vigenti altrimenti.... foera di bal !!

Trinky

Mar, 11/07/2017 - 18:58

E la boldracca sta zitta?

maxfan74

Mar, 11/07/2017 - 19:00

Tacchi a spillo e minigonna altro che burka.

alkhuwarizmi

Mar, 11/07/2017 - 19:37

Sarà questa l'occasione in cui una sentenza della Corte Europea viene ripresa dalla legislazione Italiana? Auguriamoci di sì, per uno dei rarissimi casi in cui "l'Europa" dà segnali di buon senso, oltre che di civiltà.