Sui caricatori il nome di Traini. Le armi usate dagli attentatori

Il commando di morte ha "dedicato" la macabra e folle strage ad alcune persone. Tra i nomi sui caricatori quello di Traini e quello del Doge di Venezia

Nei caricatori delle armi usate dagli attentatori in Nuova Zelanda ci sono alcune scritte. Il commando di morte ha infatti "dedicato" la macabra e folle strage ad alcune persone. Tra questi c'è anche Luca Traini. In rete infatti c'è una foto di quelli che si pensa siano i caricatori delle armi utilizzate per la strage nelle moschee di Christchurch. E su uno dei caricatori appinto c'è il nome del 28enne responsabile della sparatoria di matrice razzista di Macerata contro gli immigrati. Sui caricatori compaiono anche i nomi di Alexandre Bissonette, il 29enne che nel 2017 uccise sei persone in una moschea di Quebec City, in Canada, e di Sebastiano Venier, il Doge veneziano che sconfisse i turchi durante la battaglia di Lepanto del 1571.

Insomma tutti nomi "simbolo" della battaglia anti-islam e anti-immigrati che la follia dei componenti del commando ha portato avanti. Tutto è stato documentato sui social con foto e video che di fatto hanno raccontato minuto per minuto quanto accaduto sin dai primi istanti dell'attacco. Un video ripreso in soggettiva mostra poi il vero e proprio assalto alla moschea. Nelle immagini è possibile vedere anche le armi che vengono prelevat dal bagagliaio e che vengono impugnate per sparare all'impazzata sui fedeli musulmani. Uno degli attentatori è stato arrestato dalla polizia. Almeno altre tre persone invece hanno proseguito la fuga. Il commando sarebbe composto da tre uomini e una donna. Adesso è caccia all'uomo in tutto il Paese.

Commenti
Ritratto di filospinato

filospinato

Ven, 15/03/2019 - 10:13

Questi non sono i frutti della multiculturalità, ma gli esiti inarrestabili di una devastazione sociale guidata dalla più sanguinosa finanza e becera filantropia.

Ritratto di CesareAugusto

CesareAugusto

Ven, 15/03/2019 - 10:54

Se ognuno reatasse a casa propria...

Ritratto di bettytudor

bettytudor

Ven, 15/03/2019 - 11:03

Nell'inconscio collettivo di ogni popolo c'è la resistenza all'invasore visto giustamente come mortale pericolo per la propria esistenza e civiltà. Questo istinto è ben più forte di qualsiasi discorso buonista che si fonda su concetti superficiali e contraddittori in base ai quali bisogna favorire l'invasione a scapito della propria sicurezza e dei propri interessi. È chiaro che prima o poi questo istinto difensivo su qualcuno emerge con molta potenza e la scintilla scocca. Difficile prevedere cosa succederà in futuro. Davvero difficile. Tuttavia, se continua l'immigrazione massiccia, qualcosa di simile potrebbe accadere ancora e sempre meno gente si indignerà.

gneo58

Ven, 15/03/2019 - 11:05

filospinato - e non solo

Ritratto di tulapadula

tulapadula

Ven, 15/03/2019 - 11:15

@CesareAugusto 10:54 Tipo i bianchi australiani arrivati in quelle terre solo alla fine del diciottesimo secolo? E dei quali un discendente lobotomizzato ha oggi dato prova di grande capacità di integrazione?

Ritratto di Mario Galaverna

Mario Galaverna

Ven, 15/03/2019 - 12:17

Riedizione dei Balcani, semplicemente. E' chiaro che la storia non insegna niente a nessuno.

grog

Ven, 15/03/2019 - 12:29

Padulo delle 11:15 il tizio in questione è nato lì quindi non doveva integrarsi con niente e nessuno. Caso mai ha dato prova di grande capacità di emulazione delle usanze delle risorse muslim. Il poveraccio forse ha scelto male i maestri da emulare ma certamente ha imparato bene la loro lezione.

mnbvcxz

Ven, 15/03/2019 - 12:54

Se ognuno restasse nella sua nazione non succederebbe ciò

buonaparte

Ven, 15/03/2019 - 14:03

una nostra cara amica vive da 25 anni in australia e ci dice che i mussulmani arrivati in punta di piede ora che sono numerosissimi stanno tenendo un duro comportamento contro gli australiani o nuovi australiani volendo imporre le loro leggi come sono riusciti a fare in inghilterra . gli australiani erano molto accoglienti ma si sono accorti di aversi portato dentro persone che sono andate la per vivere come vogliono loro e non per integrarsi nelle leggi del posto.questo è uno dei motivi scatenanti di questi fatti.

Dordolio

Ven, 15/03/2019 - 16:44

Mario Galaverna mi fa tornare in mente quanto mi diceva la badante croata di mia madre. Che delle vicende jugoslave dava una lettura molto diversa da quella corrente (ed era credibile perchè di lì e pure con un marito serbo). Finchè c'era la dittatura comunista di Tito tutto era tranquillo. Poi emersero certi nazionalismi legati per lo più alla religione. E ad una componente musulmana assai arrogante, e con un tasso di natalità molto alto. Quest'ultimo aspetto era per lei determinante. Tra l'altro mi raccontava di non avere all'epoca problemi nelle zone comunque cristiane. Ma non si fidava ad andare in quelle musulmane....

Dordolio

Ven, 15/03/2019 - 16:53

Vediamola con l'esperienza dell'amica del lettore buonaparte. Abbiamo un neozelandese che ad un certo momento realizza di cominciare a vivere in un paese nuovo: l'Arabo Zelanda.... E che la componente islamica non si vuole affatto integrare. E che la cosa è irreversibile perchè non interessa a nessuno per motivi vari ed opposti. E pensa di aver trovato una sua soluzione. Armata. Scelta sbagliata. Ora aspetto comunque che qualcuno ne proponga una valida moralmente ed efficace che non sia solo chiacchiera.

Ritratto di tomari

tomari

Ven, 15/03/2019 - 17:13

Le religioni, create dall'uomo per esorcizzare le sue paure, sono la ROVINA dell'umanità! Per fortuna io sono FELICEMENTE ATEO, e alle favole non ci credo!