Le tre ragazze inglesi fuggite in Siria "ora vivono in una casa a Raqqa"

Partite da Gatwick e passate per la Turchia, hanno raggiunto i territori dello "Stato islamico". Come loro una sessantina di giovani britanniche

Di certezze non ce ne sono e d'altronde è difficile averne, visto che le tre ragazze partire dalla Gran Bretagna si trovano ormai nel territorio controllato dai miliziani del sedicente Stato islamico. Ma secondo fonti citate dalla stampa inglese, Kadiza Sultana, Amira Abase e Shamima Begum sarebbero ormai arrivate a Raqqa, importante città siriane che spesso viene definita come la "capitale" dell'Isis.

Partite dall'aeroporto londinese di Gatwick il 17 febbraio scorso, le tre ragazze, tutte tra i quindici e i sedici anni, sono passate dalla Turchia per poi passare il confine siriano. Atterrate all'aeroporto principale di Istanbul, da qui si sono spostate alla stazione dei pulman di Bayrampasa, per prendere un mezzo che le ha portate nel sud del Paese, non lontano dalla frontiera. Lo mostrano una serie di foto pubblicate dopo la notizia della loro sparizione.

Kadiza, Amira e Shamima, che a Londra frequentavano la Bethnal Green Academy, hanno raggiunto i territori occupati dalle milizie del sedicente Stato islamico, probabilmente dopo avere preso contatti online con Aqsa Mahmood, una scozzese che da tempo si è unita all'Isis e ora risiederebbe a Raqqa. Secondo dati diffusi recentemente sarebbero una sessantina le giovani partite dalla Gran Bretagna per diventare "spose" di uomini di al-Baghdadi.

Dopo avere passato il confine con la Siria, le tre giovani inglesi sarebbero arrivate a Raqqa. Fonti che Sky News ritiene affidabili hanno detto alla testata che stanno bene e che sarebbe in un'abitazione in cui sono "ospitate da una ragazza inglese che le avrebbe aiutate". Sebbene le fonti non rivelino il nome di questa persona, l'ipotesi più credibile è che si tratti di una ex compagna di scuola delle tre, partita per la Siria a dicembre.

Molte le accuse sollevate da che le tre studentesse sono partite. I servizi turchi hanno accusato d'incompetenza gli inglesi, sostenendo che con una migliore comunicazione non sarebbero arrivate fino all'Isis. Un avvocato che rappresenta le famiglie ha parlato invece di "una cacofonia di errori".

Commenti

daniele123

Lun, 09/03/2015 - 14:56

L'unione europea non riesce a controllare ondate di immigrati che ci invadono, figuriamoci di 3 bambinette che escono dai confini europei per gettarsi nella mani dei terroristi... chissà se fra qualche mese ci comunicheranno che è stato pagato un riscatto per liberarle..

giorgiandr

Lun, 09/03/2015 - 15:34

NON RIESCO PROPRIO A CAPIRE, TRE RAGAZZE CHE VOGLIONO ANDARE IN UN POSTO DOVE VERRANNO FISICAMENTE E MORALMENTE SOTTOMESSE, DOVE SARANNO CONSIDERATE POCO PIU' CHE OGGETTI...

maricap

Lun, 09/03/2015 - 18:34

Ma di che dovremmo preoccuparci? Vogliono andare a Raqqa, aiutiamole a soddisfare queste loro voglie di farsi trombare da altri menomati mentali come loro. Piuttosto diamoci da fare a bombardarle, sono nostre nemiche, che dopo essere diventate grandi con i nostri soldi, ora ci hanno dichiarato guerra.