Trump, oggi la Camera vota sulla procedura di impeachment per il caso Zelensky

L'accusa all'ex tycoon è quella di aver spinto il presidente ucraino a indagare sul figlio di Joe Biden, il probabile rivale alle prossime presidenziali. Nei prossimi giorni, la testimonianza di Bolton potrebbe rivelare altri particolari

Nelle prossime ore, alla Camera, sarà formalizzata con il voto l'inchiesta per l'impeachment del presidente americano Donald Trump. L'accusa, per l'ex tycoon, è di aver spinto il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, a indagare sulla famiglia del probabile rivale democratico alle prossime presidenziali, Joe Biden. Il tutto, in cambio di aiuti militari e di agevolazioni.

Secondo quanto riportato da La Stampa, John Bolton, ex consigliere per la sicurezza nazionale statunitense, licenziato dal capo della Casa Bianca lo scorso settembre, nelle prossime ore potrebbe testimoniare sulle riserve che aveva riguardo la commistione degli interessi personali e politici di Trump con gli interessi nazionali del Paese. Parlerà, quindi, a porte chiuse la prossima settimana al Congresso.

La ricostruzione dei testimoni

Inoltre, gli ultimi interrogatori più compromettenti sarebbero stati quello dell'incaricato d'affari in Ucraina William Taylor e quello del responsabile della politica estera, il colonnello Alexander Vindman. Il primo, infatti, avrebbe detto che il rapporto fra Trump e Zelensky era chiaro e il direttore per la Russia al Consiglio per la sicurezza nazionale, Tim Morrison, gli avrebbe rivelato che gli aiuti militari all'Ucraina erano stati congelati, perché prima di fornirli, il presidente americano voleva l'apertura dell'indagine sulla compagnia energetica Burisma, nella quale era coinvolto il figlio del dem Biden. Una conferma era arrivata dall'ambasciatore statunitense presso l'Unione europea, Gordon Sondland. Ieri, Morrison si è dimesso dalla Casa Bianca e nelle prossime ore sarà sentito alla Camera per le procedure di impeachment. Vindam nella sua testimonianza aveva detto che la telefonata del 25 luglio tra i due presidenti sarebbe stata più compromettente di quanto non si sappia, perché parti della conversazione non sarebbero apparse nella trascrizione, successivamente secretata.

Bolton, il testimone più importante

Secondo quanto ricostruito, gli investigatori adesso vorrebbero convocare l'ex collaboratore di Trump, che diventerebbe il testimone più alto in grado sentito dall'accusa. L'avvocato di Bolton avrebbe fatto sapere che l'ex consigliere per la sicurezza nazionale non sarebbe disposto a comparire su base volontaria, ma che forse potrebbe collaborare se convocato con un mandato di comparizione. Inoltre, i rapporti deteriorati tra lui e il presidente potrebbero spingerlo ad agire contro di lui.

I repubblicani fanno quadrato

Se nulla cambia, i repubblicani dovrebbero rimanere compatti nella difesa del loro presidente e, avendo la maggioranza in Senato, potrebbero evitargli l'incriminazione per impeachment. La procedura, infatti, che non ha mai deposto alcun presidente americano, richiede il voto favorevole di una maggioranza qualificata di due terzi.

Commenti

alox

Gio, 31/10/2019 - 13:20

Non passera' al senato...ma, per la storia, e' una logica conseguenza.