Come Trump usa Facebook per (ri)prendere i voti dei Latinos

Dopo la strage anti-latinos di El Paso compiuta da un suprematista bianco in un centro commerciale, Donald Trump ha avviato su Facebook una massiccia campagna pubblicitaria volta a (ri)conquistare il voto delle comunità ispaniche

Le campagne elettorali, ormai, si fanno più sui social network che nelle piazze. Lo sa bene il presidente americano Donald Trump che a Twitter e Facebook deve una (buona) parte del suo successo. A poco più di un anno dalle presidenziali del 2020, il presidente Usa ha già cominciato la campagna per la sua rielezione alla Casa Bianca. Obiettivo che, per essere raggiunto, non può prescindere dalla conquista del voto delle minoranze, compresa quella latinos che a inizio agosto è stata funestata dalla strage di El Paso, in Texas, compiuta da un suprematista bianco e costata la vita a 29 persone, mentre a Trump critiche e proteste per le sue idee anti-immigrazione. Ecco perché a 48 ore dalla sparatoria, la campagna di rielezione di The Donald aveva già lanciato una serie di annunci su Facebook che fanno riferimento alla città di frontiera in lutto: "¡Únete ya!" ("Iscriviti ora!"), dichiarava il video-annuncio, prima di mostrare filmati di due fan sorridenti con un cartello con lo slogan, "Latinos for Trump / Fund The Wall Tour 2019 / El Paso, Texas".

Numeri e costi degli spot pro-Trump su Facebook

In tutto, come scrive il Guardian, sono 66 gli annunci firmati dalla campagna di rielezione di Trump apparsi Facebook, di cui circa la metà indirizzata principalmente agli elettori del Texas, lo stato americano dove si concentra una buona parte delle comunità ispaniche. In tutto, calcola sempre il quotidiano liberal inglese, sono 1.786 gli spot che il team che lavora alla campagna elettorale per la rielezione di Trump ha già pubblicato su Facebook dallo scorso giugno, quando il vicepresidente Mike Pence, durante un evento in Florida, ha lanciato "Latinos for Trump" (con tanto di pagina Facebook). Gli annunci, visualizzati tra le 106.000 e i 2.191.214 volte, sono costati tra i 300 e i 178 mila dollari. Perché i voti, si sa, si prendono anche (e soprattutto) nelle piazze virtuali.