Due giornalisti di Vice trattenuti in Turchia con l'accusa di terrorismo

Lavoravano a una storia sullo scontro in atto con il Pkk. La testata: "Accuse false e senza fondamento"

Un'immagine scattata da Jake Hanrahan a Cizre

Due giornalisti britannici e un fixer e traduttore turco. Sono tre i giornalisti detenuti da giovedì in Turchia, dove stavano realizzando un servizio per VICE News sullo scontro in atto tra le autorità e i curdi del Pkk, dopo che il cessate il fuoco è stato definitivamente rotto alcune settimane fa.

Jake Hanrahan, Philip Pendlebury e un fixer locale sono stati trattenuti dalle autorità turche a Diyarbakir, città nel sud del Paese considerata la "capitale" curda. Con loro era stato fermato anche un autista, che è poi stato lasciato andare.

Se inizialmente le autorità contestavano alla troupe di VICE di stare lavorando senza un regolare accredito stampa, in seguito l'accusa è cambiata e ora i turchi sostengono che stessero dando "sostegno a un'organizzazione terroristica", cappello che racchiude anche i separatisti del Pkk.

"Le autorità turche hanno avanzato accuse false e senza fondamento", sostiene la testata, che accusa Ankara di voler mettere a tacere i giornalisti. Hanrahan, Pendlebury e il loro fixer rimarranno comunque in carcere fino a che non si arriverà a giudizio, nonostante gli appelli lanciati nei giorni scorsi da organismi internazionali e gruppi che si occupano di libertà di stampa.

Commenti

cdg58

Mar, 01/09/2015 - 15:00

Non c'è libertà d'informazione in Turchia. Durante le proteste di Gezi Park nessuna rete televisiva era autorizzata a trasmettere immagini degli scontri e solo una rete privata trasmetteva le immagini e commentava contro la dittatura del Governo. Quella rete fu poi multata di €100.000 perché avevano infranto la legge, non oscurando la sigaretta di una persona che stava fumando. In Turchia infatti, c'è una legge che richiede l'oscuramento delle sostanze alcoliche o a base di tabacco durante le trasmissioni televisive.