Usa, Congresso cancella finanziamenti per il muro con il Messico

Il presidente ha accusato i democratici di mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini americani, ma, al contempo, ha biasimato i parlamentari repubblicani per non essere riusciti a fare prevalere la linea dettata dalla Casa Bianca

Il muro al confine con il Messico, promesso agli americani da Donald Trump durante la campagna elettorale del 2016, sembra destinato a non vedere mai la luce. L’“addio” al progetto caldeggiato dal tycoon è stato sancito dall’ultima legge finanziaria approvata dal Congresso Usa. Nel testo recentemente licenziato dal Senato infatti, a differenza dei provvedimenti economici varati dalla stessa assemblea nei mesi precedenti, non compare alcun riferimento all’opera voluta dal presidente.

Nella legge di bilancio per il 2019, i senatori statunitensi non hanno inserito alcun finanziamento per la barriera anti-migranti auspicata dalla Casa Bianca. Il provvedimento approvato stanzia invece 854 miliardi di dollari a vantaggio dell’esercito, delle corti federali e delle agenzie controllate dal Dipartimento del Tesoro. Nei mesi scorsi, Trump aveva definito lo sbarramento alla frontiera con il Messico come una “priorità assoluta” e come uno “strumento indispensabile” per tutelare i cittadini dall’immigrazione di massa. Egli aveva anche minacciato di paralizzare l’attività dell’amministrazione federale se i parlamentari non fossero riusciti a trovare, entro il prossimo primo ottobre, il denaro necessario alla realizzazione del muro. Proprio il costo dell’opera sarebbe alla base del profondo dissidio tra Casa Bianca e Congresso. Lo staff del tycoon quantifica in 12 miliardi la somma indispensabile per la costruzione della barriera, mentre gli uffici contabili del parlamento, negli ultimi mesi, hanno stimato un onere finanziario che, al contrario, oscilla tra 21 e 70 miliardi di dollari.

Donald Trump ha reagito a suon di tweet alla decisione del Senato di non inserire nella legge di bilancio alcuna spesa per la realizzazione dello sbarramento “anti-migranti”. Mediante un rabbioso messaggio postato sul proprio account social, il presidente ha tuonato: “Dove sono, in questa ridicola legge finanziaria, i soldi per la sicurezza dei confini e per il muro?”. Destinatari degli strali del tycoon sono i democratici, accusati di compromettere la sorveglianza delle frontiere e, quindi, la sicurezza della popolazione. Trump non ha risparmiato critiche neanche ai repubblicani, biasimati per non essere riusciti a fare prevalere in parlamento la “linea dura” promossa dalla Casa Bianca in ambito migratorio.

I leader conservatori al Congresso hanno subito cercato di placare l’ira del presidente evidenziando il fatto che la legge di bilancio licenziata dal Senato non sarebbe ancora operativa. Mitch McConnell, capogruppo repubblicano alla Camera alta, ha infatti affermato che il documento finanziario, per entrare in vigore, ha ancora bisogno dell’approvazione da parte di una commissione paritetica, composta da membri delle due assemblee. Tale organo ha il potere di modificare il testo proveniente dal Senato e, di conseguenza, le promesse elettorali di Trump potrebbero prima o poi tradursi in realtà.

Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Ven, 21/09/2018 - 13:17

L'importante è che il preesistente muro sia stato allungato. Infatti anche se non è completo è comunque un deterrente alla migrazione illegale, e potrà sempre assere essere portato a termine alla prossima legge finanziaria.

EchiroloR.

Ven, 21/09/2018 - 20:08

I democratici e la CIA sono i meno interessati a combattere il traffico di droga e a prevenire il flusso di rifugiati illegali negli Stati Uniti.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Ven, 21/09/2018 - 20:12

Dove vi sono ostacoli naturali che di fatto si oppongono agli sconfinamenti, non ha senso costruire il muro.