Repubblicani contro Obama: "Svolta assurda"

Contro la svolta voluta da Obama verso un disgelo con Cuba si sono espressi diversi senatori repubblicano ma anche qualche democratico

Il senatore repubblicano della Florida Marco Rubio

Barack Obama non ha ancora svelato tutti i dettagli del clamoroso riavvicinamento diplomatico tra Stati Uniti e Cuba che già lo stato maggiore del Partito Repubblicano insorge e attacca il presidente per un'operazione che, c'è da giurarci, spaccherà in due la politica Usa.

Le critiche più accese, prevedibilmente, sono arrivate da quegli esponenti politici da sempre più severi nel giudicare il regime comunista cubano. Il senatore repubblicano della Florida Marco Rubio, che tra l'altro è membro della commissione Esteri del Senato di Washington, ha definito "assurda" la svolta voluta dall'amministrazione Obama, annunciando che farà quanto in suo potere per evitare che il riavvicinamento tra i due Paesi progredisca ulteriormente.

"Andare incontro ai fratelli Castro incoraggerà solamente nuovi tiranni, da Caracas a Tehran a Pyongyang, ad approfittare dell'ingenuità del presidente Obama negli ultimi due anni del mandato - ha spiegato il senatore Rubio - In cambio, l'America sarà meno sicura. Quando gli Stati Uniti rinunciano a difendere la libertà individuale e la libertà d'espressione ad appena 90 miglia dalle proprie coste, questo rappresenta un terribile passo indietro per le speranze dei popoli oppressi in tutto il mondo."

Il senatore repubblicano per il South Carolina Lindsey Graham, in un tweet, ha bollato la svolta di Obama come "una pessima idea." Inoltre, come riporta anche il Washington Post, sono sorte delle polemiche in merito ai tempi in cui l'amministrazione avrebbe informato i repubblicani della svolta: secondo alcuni solo nella notte tra martedì e mercoledì, secondo altri appena trenta minuti prima che la notizia fosse resa pubblica.

Nella capitale federale, però, non sono stati solo i repubblicani ad essersi espressi contro la mossa di Obama. Il senatore democratico del New Jersey Bob Menendez, nato a New York nel 1954 da genitori cubani, ha salutato con entusiasmo per la liberazione del contractor americano detenuto a Cuba Alan Gross, ma ha duramente criticato l'amministrazione per il prezzo che questo risultato ha imposto.

"La linea di Obama giustifica di fatto il comportamento brutale del governo cubano - ha fatto sapere il senatore in un comunicato - Non può esserci equivalenza tra un cooperante internazionale e delle spie condannate per essere state trovate colpevoli di spionaggio contro la nostra nazione."

"Barattare la liberazione di Alan Gross con quella di tre criminali condannati dalla giustizia crea un precedente assai pericoloso - prosegue l'esponente democratico - Induce i regimi autoritari a usare i cittadini americani all'estero come moneta di scambio. Non vorrei che gli eventi di oggi mettessero a rischio la vita di migliaia di americani all'estero, che lavorano nella società civile, che si battono per il diritto all'informazione, che forniscono servizi umanitari e promuovo riforme per la democrazia."

Commenti
Ritratto di Dulcamara

Dulcamara

Mer, 17/12/2014 - 23:45

In compenso riapriamo la guerra fredda con la Russia! Non s'è accorto l'invidioso fallito di Washington che non c'è più l'Urss di Stalin, ma la democrazia e il benessere in Russia. E lui fa di tutto per rovinarla, per pura invidia di Putin, che è considerato da tutti un grande, mentre lui viene giustamente ritenuto dai più un quaquaraquà qualsiasi