In Usa si torna a scuola: il video (impressionante) per affrontare le sparatorie

Le famiglie delle vittime della strage alla Sandy Hook hanno realizzato un filmato, per mettere in guardia dalle sparatorie nelle scuole

"Queste scarpe sono ciò che mi servono per il nuovo anno". A dirlo è un ragazzino, che corre a perdifiato nel corridoio di una scuola, in uno spot ideato apposta per l'inizio dell'anno scolastico. Il video è stato realizzato dalle famiglie dei bambini uccisi nel massacro alla Sandy Hook, negli Stati Uniti.

Lì, il 14 dicembre del 2012, Adam Lanza aveva aperto il fuoco all'interno della scuola elementare, usando armi che la madre (uccisa da lui mentre erano in casa) deteneva regolarmente. In quel massacro rimasero uccise 26 persone, di cui 20 bambini di età compresa tra i 5 e i 10 anni.

Per riportare l'attenzione sulle stragi nelle scuole e sulla necessità di un'azione concreta, i genitori delle vittime hanno deciso di realizzare questo video, dove mostrano come gli oggetti comprati per il ritorno a scuola, possano essere usate nel caso di una sparatoria. Così, lo skateboard diventa fondamentale per rompere il vetro della finestra e scappare dall'aula, una giacca per bloccare la porta e impedire all'attentatore di entrare e un paio di calze può servire a bloccare il sangue e "salvare una vita". Matite e forbici vengono usate come armi, mentre il cellulare diventa l'unica possibilità di stare vicino alla propria madre.

Il messaggio è chiaro: le sparatorie possono essere previste. Basta stare attenti ai segnali.

Il video è stato pubblicato su YouTube dalla Sandy Hook Promise, l'organizzazione no profit gestita dalle famiglie dei bambini uccisi nel 2012.

Commenti
Ritratto di onefirsttwo

onefirsttwo

Ven, 20/09/2019 - 18:16

Onefirsttwo(alias Tutankhamon da Hokkaido(JAPAN)) : Hi !!! STOP Questa si chiama ... prevenzione !!! STOP W USA , W American People !!! STOP Yeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhh

cgf

Ven, 20/09/2019 - 21:33

non è un caso che le stragi compiute nei campus sono quasi sempre di [ex]studenti del campus stesso. Sarebbe ben altro che si dovrebbe prevenire. Come prima cosa spiegate ai ragazzi che il mondo reale, la PROPRIA PATRIA sono sicuramente meglio della repubblica DITTATORIALE di FaceBook, che nessuna quantità di like potrà mai solo avvicinarsi a quanto può fare un sorriso e/o un abbraccio