Usa, terremoto di magnitudo 7.0 sconvolge l'Alaska. Trump dichiara lo stato d'emergenza

Le scosse sono state avvertite nel sud dello stato americano, vicino alla città di Anchorage, il centro più popoloso. Nella stessa zona, nel 1964, un episodio simile aveva ucciso 130 persone

Ha fatto crollare tratti di strada e ha danneggiato diversi edifici. Ma è dai social network e dalla televisione che sono arrivate le immagini più rilevanti, degli interni delle case e dei supermercati, dove mensole e ripiani sono finiti per terra dopo le forti scosse di terremoto che hanno sconvolto il sud dell'Alaska. Secondo i dati pubblicati da USGS, il terremoto si sarebbe verificato alle 8.29, ora locale, a 41 chilometri di profondità. E sarebbe stato seguito da dozzine di scosse di assestamento, durate tutta la giornata di ieri. La violenta attività sismica, avrebbe spinto le autorità americane a lanciare un allarme tsunami nella zona, revocato dopo poche ore.

È stato un sisma di magnitudo 7.0 della scala Richter quello che hanno avvertito i cittadini di Anchorage, la città principale dello Stato americano, già abituato ai terremoti. L'epicentro è stato registrato a soli 13 chilometri a nord del capoluogo, dove vivono circa 300mila persone. "C'è stato un forte boato quando è successo, era chiaro che fosse qualcosa di molto più forte del solito", ha spiegato il sindaco della città alla Cnn.

Le raccomandazioni delle forze dell'ordine

Il sisma non ha ucciso nessuno ma ha provocato diversi feriti, tra cui uno grave. La polizia municipale ha ricevuto numerose segnalazioni per "danni significativi alle infrastrutture". "Molte case ed edifici sono stati danneggiati. Molte strade e ponti sono tagliati. Non mettetevi in viaggio, se potete evitarlo", ha raccomandato la polizia della città. Che, però, in poche ore, ha annunciato la riapertura di alcune strade principali.

Dichiarato lo stato d'emergenza

Donald Trump, intanto, in queste ore, ha dichiarato lo stato d'emergenza per l'Alaska, sbloccando gli aiuti federali. A renderlo noto è stata la Casa Bianca, precisando che il presidente avrebbe ordinato al dipartimento per la Sicurezza Nazionale e alla Fema (la protezione civile americana) di coordinare la distribuzione dei soccorsi.

Il precedente, nel 1964

Il 27 marzo del 1964, un terremoto di magnitudo maggiore, di 9.2, il più violento mai registrato negli Stati Uniti, aveva colpito la stessa regione. Durato diversi minuti, aveva provocato un'ondata di marea distruttiva sull'intera costa occidentale, uccidendo 130 persone. Ieri i soccorritori avevano temuto, soprattutto, la possibilità di incidenti provocati dalle linee elettriche o danneggiamenti alle forniture di gas, distrutte dal sisma.