La vendetta della «rossa» contro Cameron

Bye-bye , David Cameron. «La rossa» volta le spalle al capo del governo e si butta fra le braccia del suo peggior nemico, il leader dello United Kingdom Independence Party, Nigel Farage. Lo fa tramite il marito, Charlie Brooks, 51 anni, che voci sempre più insistenti danno come candidato alle prossime elezioni in Gran Bretagna, nel 2015, tra le fila del movimento euroscettico che ha già spopolato e battuto i Tory alle ultime europee.

Prima che venisse scoperchiato il vaso di Pandora delle intercettazioni illegali realizzate dai giornali scandalistici del gruppo Murdoch, i tre andavano a cavallo insieme nell'Oxfordshire su un purosangue in pensione regalato da Scotland Yard alla «regina dei tabloid»: lui primo ministro conservatore arrivato a Downing Street anche grazie all'appoggio dell'editore australiano, lei amministratore delegato di News International (oggi News Uk) - il gruppo in mano allo Squalo che controlla il Times , il Sunday Times e il Sun - e infine il marito di lei, addestratore di cavalli, milionario di nascita ed ex allievo di Eton, il college dell'aristocrazia in cui è diventato amico del futuro capo del governo. Ora tutto sembra essere cambiato nell'intreccio socio-politico-mediatico tra il premier David Cameron, la pupilla di Rupert Murdoch, Rebekah Brooks, e il secondo marito di lei Charlie, detto «Mister Rebekah Wade», per chiarire a tutti chi davvero conta nella coppia. Dopo il processo in cui i due sono stati assolti da ogni accusa per quelle telefonate spiate per strappare uno scoop da sbattere in prima pagina - ma l'ex direttore Andy Coulson è stato condannato, a riprova del fatto che le intercettazioni erano pratica diffusa - non è più idillio fra i tre. Niente più sms di sostegno alla «rossa» firmati dal primo ministro «lots of love» (con grande affetto), come è emerso durante l'inchiesta Leveson sugli intrecci fra media e politica. La coppia abituata a trascorrere la propria giornata ideale imbarcandosi al mattino su un jet privato per pranzare all'Harry's bar di Venezia, prima di tornare a Londra in serata dopo un po' di shopping italiano - il racconto è di Mister Brooks in persona al mensile Tatler - ora chiude la porta all'inquilino di Downing Street e si concede al suo più temuto avversario, quell'Ukip che da destra insinua la destra storica britannica. Più che una semplice candidatura, la notizia sembra un avviso di sfratto a Cameron.

Farage e mister Brooks avrebbero discusso l'arruolamento alla Cla Game Fair, la fiera campestre più imponente del mondo organizzata dall'associazione di proprietari terrieri (Cla), dove il leader dell'Ukip è stato ospite d'eccezione per discutere di un tema nelle corde del partito: «La campagna sarebbe più ricca se lasciassimo l'Unione europea?». «Abbiamo pranzato insieme dopo il dibattito e ci siamo goduti un bicchiere e una chiacchierata - ha confermato Farage al Daily Mail che ha diffuso la notizia -. Se Charlie lo desidera, considereremo la sua candidatura». Se confermata, la presa di posizione dei Brooks sarebbe la vendetta perfetta servita a un premier giudicato un po' troppo codardo nell'ora X, quella in cui la coppia più ammanicata del Regno Unito è finita nel tritarcane giudiziario e mediatico e ha sfiorato la condanna al carcere. «Spero di tornare amico di Cameron - aveva detto a poche ore dall'inatteso verdetto di assoluzione al Tabloidgate Charlie Brooks - Mi ha profondamente deluso sentire che chiedeva le dimissioni di mia moglie da News International». Dopo l'incontro tra Farage e Charlie Brooks il settimanale Spectator ha scritto che tra i giurati del tribunale penale dell'Old Bailey di Londra ci sarebbe il proprietario del pub preferito di Nigel Farage. Nuove triangolazioni?