Venezuela, arrestati Di Matteo e Rossi, collaboratori de ilGiornale.it

I due, collaboratori de "ilGiornale.it" e "Gli occhi della guerra", stavano preparando un reportage sulle carceri di Maduro. Non si hanno più notizie dal pomeriggio di ieri

L'italiano Roberto di Matteo e lo svizzero Filippo Rossi, reporter de Gli occhi della Guerra e ilGiornale.it sono stati arrestati in Venezuela insieme ad un collega locale, Jesus Medina.

I tre stavano lavorando a un reportage sulle carceri di Maduro quando sono stati arrestati dalla polizia mentre tentavano di entrare nella prigione di Tocoron, nello Stato di Aragua. Da ieri pomeriggio si sono perse le loro tracce, come ha denunciato il sindacato dei giornalisti venezuelano.

"Roberto è stato fermato in Venezuala mentre stava svolgendo il suo lavoro di giornalista ed è stato arrestato", ha scritto la sorella su Facebook, "Domani verrà fissata la data per il processo. Roberto ci ha fatto sapere che sta bene"

"Jesus Medina, Roberto Di Matteo e Filippo Rossi sarebbero accusati di aver fatto entrare attrezzature audiovisive senza autorizzazione", ha fatto sapere su Twitter il sindacato, che ha invitato le autorità a fornire "informazioni reali" sui tre cronisti.

L'ambasciata d'Italia a Caracas, in stretto raccordo con la Farnesina, segue il caso.

Commenti

nunavut

Dom, 08/10/2017 - 00:33

Evviva la democrazia e la libertà di stampa tanto gridata dai comunisti in Catalogna = i comunisti di maduro che vogliono la democrazia sotto il giogo del o la pensi come me oppure non puoi eprimerti liberamente.

alox

Dom, 08/10/2017 - 00:42

Ditelo a Putin e' amico di Maduro...

nunavut

Dom, 08/10/2017 - 00:45

Vorrei fare una precisione,visto che sono stato influenzato dal pensiero che ai giornalisti tutto é permesso senza dover giustificare con prove "provate"ma mai certificate a causa del diritto di proteggere i delatori (blow whistle) (che in certi casi sono necessari se verificati). Se hanno infranto una legge venezueliana devono o giustificarsi oppure subire un processo "normale" senza l'influenza di qualunque partito sia di sx sia di dx o internazionale

curatola

Dom, 08/10/2017 - 00:49

invece di debunziare il rifiuto delle autorità hanno compioto una azione non pemessa .e ora protestano-- Nn mi sembra giornalismo corretto ma corsaro.

Ritratto di nestore55

nestore55

Dom, 08/10/2017 - 01:16

E' il socialismo reale bellezza, la democrazia sinistra dei sinistri assassini! Ora aspetto le critiche dei soliti idioti, le zecche rosse che, unghie sui vetri,tenteranno di dimostrare che i tre erano, e sono, pericolosi terroristi o provocatori, al servizio degli Stati Uniti o del Mossad. Mentre la solita riflessiva,dai monti bergamaschi,ci spolperá gli ammenicoli dicendo che nessuno li aveva mandati in quei luoghi. Cialtroni nati e vissuti,zecche rosse, nulla di piú...E.A.

lorenzovan

Dom, 08/10/2017 - 02:26

speriamo siano rilasciati incolumi e al piu' presto...e che non ci siano commenti osceni tipo quelli letti a quando del povero regeni

Ritratto di ottimoabbondante

ottimoabbondante

Dom, 08/10/2017 - 02:28

E' da tre anni che la popolazione del Venezuela é in rivolta per mancanza di cibo, medicine, assistenza asanitaria, sottoposta a feroce dittatura.Vivo in America Latina e qui si segue da vicino le vicende di quel martoriato popolo sopttoposto a prevaricazioni, torture, galera. Sono da mesi che giornalmente stanno in rivolta contro quell'assassino di Maduro e dei suoi scherani. Negli scontri si sono avute oltre 150 vittime, uccise a suon di bastonate e proiettili sparati ad altezza d'uomo. Questa testata ne ha fatto appena accenno. Vergognatevi. Dove abito sono giunti migliaia di venezuelani fuggiti. Vivono vendendo oggetti per le strade, lavando vetri. Ma preferiscono questo piuttosto che la dittatura di quel delinquente.

liberal_123

Dom, 08/10/2017 - 07:40

Vorrei sapere chi li ha mandati a questi due a rompere le p. In un altro stato dove è notorio che ci sia casino. Chissa quanto ci costerà tirarli fuori, io li farei pagare di tasca loro al ritorno! Se la sono andata a cercare, proprio come le due simone, ilaria alpi, regeni , il dissidente russo, ecc ecc! A no, scusate, sono giornalisti, questo è esattamente il loro mestiere, fare luce sulle nefandezze dei regimi, di ogni (presunto) colore, uomini e donne coraggiosi che rischiano per un mondo migliore. Chissa se si avrà la decenza di chiedere scusa per il passato? Intanto LIBERI SUBITO!!, senza se e senza ma.

claudioarmc

Dom, 08/10/2017 - 07:44

La Fnsi in questo caso non insorge e mi raccomando niente digiuni a giorni alterni Buffoni

Siciliano1

Dom, 08/10/2017 - 08:01

Ma stavano entrando in un carcere dove occorrono certe autorizzazioni o stavano entrando in un centro commerciale?