Viaggio di Xi in Italia: tra le due antiche civiltà brillano nuove scintille

L'iniziativa della Nuova Via della Seta rappresenta l'incontro fra due civilità millenarie

Dal 21 al 24 marzo il presidente cinese Xi Jinping ha effettuato una visita di Stato in Italia. Appena giunto sul suolo italiano, il capo di Stato cinese ha voluto ricordare la storia dei rapporti tra Cina e Italia, il loro sviluppo e risultati pratici ottenuti nel corso della lunga storia di cooperazione tra Pechino e Roma, dicendo queste parole: "In qualità di due grandi potenze culturali di influenza mondiale, la Cina e l'Italia hanno sempre mostrato apprezzamento reciproco, imparando l'una dall'altra".

Quest'anno si celebra il quindicesimo anniversario della costituzione del partenariato strategico globale sino-italiano. Per il 2019 il capo di Stato cinese ha scelto l'Italia come prima destinazione del suo primo viaggio in tre Paesi europei. Molti analisti ritengono che Xi abbia scelto tre nazioni dell'Europa per mostrare appieno la grande importanza che la Cina attribuisce ai rapporti con il continente europeo, e che Roma è una prima tappa "accattivante".

Da sempre il presidente cinese presta grande importanza ai rapporti tra Cina ed Europa. Tre mesi fa, Xi ha visitato Spagna e Portogallo e secondo quanto affermato dagli analisti, la costruzione congiunta della Via della Seta sarà un tema particolarmente importante nel corso di questa visita.

Il 22 marzo Xi Jinping ha dato inizio al suo intenso viaggio diplomatico a Roma, durante il quale ha presenziato a una grandiosa cerimonia di benvenuto, discusso con il presidente Sergio Mattarella e incontrato congiuntamente i giornalisti e i personaggi dei mondi imprenditoriale e culturale dei due Paesi. Questa serie di eventi diplomatici è stata caratterizzata dal dialogo e dallo scambio culturale tra le due grandi civiltà d'Oriente e Occidente, producendo nuove scintille tra i due antichi Paesi di Cina e Italia.

Nell'incontrare i personaggi dei settori imprenditoriale e culturale, Mattarella ha indicato che Italia e Cina sono entrambi Paesi dalla storia millenaria, i cui popoli hanno abbastanza saggezza per far fronte alle sfide odierne dell'umanità. Dal canto suo, Xi Jinping ha indicato che Cina e Italia hanno una storia di lunga data e tengono in alta considerazione la trasmissione delle proprie civiltà: cosa che costituisce la base per una mutua comprensione e amicizia duratura tra i due Paesi. Il Presidente cinese ha dato inoltre un orientamento alle relazioni tra i due Stati: "partner strategici per rispetto e fiducia reciproche, partner di cooperazione per un mutuo vantaggio e partner di scambio delle reciproche civiltà".

"Oltre duemila anni fa, l'antica Via della Seta creò un collegamento tra l'antica Cina e l'antica Roma nonostante l'enorme distanza", così ha affermato Xi Jinping nel suo articolo firmato pubblicato nei principali media italiani. Nel ricevere la stampa, Xi ha detto: "Oggi desideriamo ancora una volta stringere le mani all'amichevole popolo italiano per promuovere l'apprendimento reciproco tra le civiltà, persistere nella cooperazione di mutuo vantaggio e dare nuovo vigore all'antica Via della Seta, affinché i popoli dei vari Paesi possano meglio condividere i risultati di sviluppo".

La mattina del 23 marzo a Villa Madama, il governo italiano e quello cinese hanno firmato il Memorandum d'intesa sulla collaborazione per la costruzione della One Belt One Road. Xi Jinping e il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte hanno testimoniato la sottoscrizione del Memorandum. L'Italia è diventato il primo Paese del G7 ad aver firmato tale documento con la Cina, ampliando la cerchia d'amici dell'iniziativa "Una cintura e una Via".

Secondo il comunicato congiunto pubblicato dal governo cinese e da quello italiano, entrambe le parti hanno riconosciuto la grande potenzialità dell'iniziativa della Nuova Via della Seta per la promozione delle interconnessioni e intendono rafforzare la connessione tra l'iniziativa cinese e il network Ten-T e approfondire la cooperazione negli ambiti di porti, logistica e trasporti marittimi.

Sin dalla lancio della Nuova Via della Seta nel 2013 da parte del presidente cinese, il numero di Paesi e organizzazioni internazionali ad aver firmato il documento di cooperazione con la Cina per l'iniziativa di Pechino ha superato i 150.

Oggi, la Cina è il primo partner commerciale dell'Italia in Asia e l'Italia è il quinto per la Cina fra i Paesi dell'Unione europea, nonché il quinto Paese di investimenti diretti per la Cina. Nel 2018 il fatturato del commercio bilaterale ha superato i 50 miliardi di dollari e gli investimenti bidirezionali hanno superato i 20 miliardi di dollari. La sottoscrizione del Memorandum d'intesa per la costruzione congiunta di One Belt One Road creerà maggiore spazio per la cooperazione concreta fra Cina e Italia.

Durante l’incontro col presidente cinese, Giuseppe Conte ha affermato che la visita di Xi in Italia riveste un importante significato storico che guiderà senza dubbio lo sviluppo delle relazioni sino-italiane a un livello superiore. Ha aggiunto di rimanere in attesa di presenziare al secondo Forum d'alto livello di "Una cintura e una via".

Il sottosegretario allo sviluppo economico Michele Geraci ritiene che il mercato e gli investimenti cinesi possano giocare un ruolo assai importante per promuovere lo sviluppo economico e sociale dell'Italia, e che il Paese potrà beneficiare di nuovi posti di lavoro generati da questa cooperazione.

Commenti

bernaisi

Lun, 25/03/2019 - 11:08

Stiamo attenti a concedere troppo ai cinesi che facciamo la fine dell' Australia.in questo momento mi trovo a Sydney e nella City sembra di essere a Shangai e la settimana scorsa sono stato a Melbourne che è anche peggio in pochi anni hanno comperato tutto una cosa da non credere

VittorioMar

Lun, 25/03/2019 - 12:19

..dopo quasi 900 anni ,hanno restituito la visita di cortesia dovuta a MARCO POLO e Familiari !! almeno è una CULTURA Ultra MILLENARIA e...non tribale...!!

mifra77

Lun, 25/03/2019 - 13:58

Xi viene in Italia, acquista a prezzi stracciati tutto quanto gli interessa (porti e isola di appoggio) e subito dopo va a raccontare a Francesi e Tedeschi che con i cinque stelle ed il grullo Conte è stato facilissimo fare affari; sono "poracci" e vendono a prezzi da cinesi. Naturalmente, dietro a fessacchiotti c'è un presidente chierico che pur di apparire in televisione, distribuirebbe medaglie anche ai cani pastore.

Ritratto di Giano

Giano

Lun, 25/03/2019 - 13:59

Articolo che sembra un comunicato concordato fra le agenzie stampa di Cina e Italia. Tutto per mascherare questo slogan pubblicitario “Via della seta” con motivazioni storiche e culturali. Ma è solo un trucco letterario, una metafora, per mascherare un puro e semplice accordo commerciale a favore della penetrazione ed espansione cinese in Europa.

VittorioMar

Lun, 25/03/2019 - 16:52

..scusate,ma non vi siete accorti che i CINESI e le loro ATTIVITA' ci sono già e sono in TANTI ??..che non pagano TASSE ???..che non rilasciano SCONTRINI ??...che comprano o pagano locali e affitti sempre in contanti ??..speriamo abbiano sistemato almeno questo mal costume !!!

apostrofo

Lun, 25/03/2019 - 20:02

Questo incontro e trattato era stato iniziato di fatto dal Presidente Mattarella a febbraio del 2017 a Pechino insieme ad un folto gruppo di imprenditori italiani. Infatti al ritorno in Italia annunciò con soddisfazione di aver portato la nuova via della Seta in Italia e in Europa

scorpione2

Lun, 25/03/2019 - 22:05

x bernaisi, esagero se dico che a melbourne il 70% sono stranieri? la prossima volta che vai a melbourne cerca pizzeria + 39 little bourche st. chiedi paolo

Nick2

Mar, 26/03/2019 - 08:37

Il problema non è tanto l’accordo commerciale con la Cina, che è, a mio avviso, auspicabile entro certi limiti, ma sapere fino a che punto si spinge questo accordo. Se i cinesi, per sostenerci, acquistassero una buona fetta del nostro debito, significherebbe che, a breve, il destino economico dell’Italia finirebbe sotto il loro controllo. Trovo stucchevoli gli articoli e i commenti che da oltre una settimana si susseguono su questo giornale: quando Salvini si mostra perplesso circa questo accordo, tutti insultate la Cina e il M5S, unico colpevole di un disastro annunciato, mentre quando è Macron a fare obiezioni, ingiuriate il presidente francese e l’UE ed esaltate l’accordo italo-cinese. Naturalmente, senza minimamente sapere cosa cavolo ha firmato Conte. In questa sede continuate a far leva sulla pancia dei lettori. Probabilmente, nel breve periodo, Salvini avrà il suo tornaconto, ma nel medio-lungo termine, l’Italia, rischierà il collasso…