Viktor Orban ora avverte il Ppe: "Pronto a uscire"

Viktor Orban sta ragionando sul suo futuro politico. E ora rispunta l'ipotesi di un unico grande raggruppamento di conservatori e sovranisti

Il rapporto tra il Partito popolare europeo ed il premier ungherese Viktor Orban non è ancora stato chiarito, ma non è detto che a strappare in questa vicenda sia il primo di questi due attori politici. Anzi, stando a quanto emerso negli ultimi giorni, ora sembra quasi che sia il secondo a voler operare un allontanamento dai suoi storici compagni di viaggio.

Il retroscena è di quelli già paventati nel corso dei mesi passati: Orban, Salvini, Le Pen e Kaczinsky come vertici europei di un unico grande contenitore sovranista e populista. Se non è una "internazionale populista" - come nei progetti di Steve Bannon - poco manca. Ma per ora si tratta di ipotesi, che peraltro circolano da mesi senza mai essere state tenute a battesimo. Poteva essere uno degli schematismi elettorali delle europee, ma è andata in modo diverso. Viktor Orban, a conti fatti, è rimasto all'interno del Ppe. La novità deriva da una dichiarazione che l'esponente politico in questione ha rilasciato nel corso della giornata di ieri: "Il Ppe - ha fatto presente Orban, come riportato dall'Agenzia Nova - è sempre più liberale e socialista. Bisogna vedere se Fidesz può cambiarlo dall'interno o se ha bisogno di un nuovo movimento". Il parere del leader di Fidesz è noto: i popolari non dovrebbero schiacciarsi sulle istanze centriste. Ma in ballo non c'è solo il tema del posizionamento politico: Orban, com'è noto, potrebbe essere espulso dal gruppo parlamentare cui appartiene. I popolari, sull'argomento, risultano essere divisi. Per quanto il ragionamento del leader ungherese sia centrato solo sulla piattaforma ideologico-programmatica cui poter fare riferimento: "Dovremo decidere a quale punto di vista Fidesz voglia avvicinarsi di più, quello di Matteo Salvini o quello della Cdu tedesca. Il dibattito a riguardo sta per cominciare".

Vale la pena però specificare un altro passaggio: all'interno delle dichiarazioni non vi è traccia del lancio di un nuovo soggetto partitico. Un particolare, quest'ultimo, che il premier d'Ungheria ci ha tenuto a rimarcare. Ma la domanda cui bisogna dare una risposta, come detto, è anche un'altra e riguarda il futuro del provvedimento di sospensione emanato dal Ppe nei confronti di Orban: fuoriuscire prima di essere messo del tutto in discussione, come ripercorso da Repubblica, potrebbe essere la soluzione individuata. Quella in grado di evitare dispiaceri. La Cdu tedesca, con la presidenza di Annagret Karrenbauer, si è leggermente distanziata dalla visione del mondo di Angela Merkel, che è al suo ultimo mandato. Gli ormeggi del centrismo, però, non sono ancora stati mollati del tutto. Manfred Weber, però, che è il capogruppo del Ppe al Parlamento europeo, ha dichiarato poco fa che se Orban ha intenzione di rimanere all'interno del Ppe, allora deve "rispettare i valori del Ppe", così come riportato dall'Adnkronos.

Permane l'idea di costituire un gruppo, il cui nome sarebbe "Conservatori e identari", pare farsi strada tra i corridoi di Bruxelles, dove il quadro appare comunque in continua evoluzione. Ma l'unione tra il gruppo dei conservatori, al quale è iscritto anche Fdi di Giorgia Meloni, e quello dei sovranisti, cui è iscritta la Lega, non può essere considerata cosa fatta.

Commenti
Ritratto di Quintus_Sertorius

Quintus_Sertorius

Gio, 16/01/2020 - 13:05

Il PPE è liberale, europeista e antipatriottico. Infatti ne fa parte FI. Farebbe benissimo il governo ungherese a distanziarsene. Mi informerò su possibilità lavorative in Europa orientale, che presto diventerà l'ultimo baluardo del sangue e della civiltà europea.