Xi Jinping alla Casa Bianca: svolta nei rapporti Usa-Cina?

La Cina si impegna a introdurre forti limiti alle emissioni di gas-serra nell'atmosfera. Forte attesa sugli altri temi in agenda

Alla Casa Bianca arriva il presidente cinese Xi Jinping, per la sua attesa prima visita di Stato a Washington. Tra Cina e Stati Uniti permangono fortissimi dissapori sul tema della cybersicurezza, con le dure accuse che gli Usa rivolgono agli hacker cinesi di attaccare sia industrie private che agenzie governative americane. Tra le due grandi potenze ci sono anche altri spinosi dossier aperti, a partire dalla politica espansionistica militare di Pechino nel Mar Cinese meridionale, che spaventa il Giappone (e non solo). Ma Obama spera di riuscire a smussare gli angoli e avviare una nuova era nei rapporti tra i due Paesi, partendo dalla convergenza su alcuni temi chiave: l’accordo nucleare in Iran, la lotta globale al terrorismo e l'impegno per la tutela dell'ambiente. Oltre, ovviamente, ad alcuni importanti accordi economici.

Come riporta il New York Times, che cita un esponente dell'amministrazione Usa, Xi Jinping si prepara ad assumere un impegno storico sul clima, lanciando un programma nazionale che nel 2017 dovrebbe limitare e fissare un prezzo alle emissioni di gas serra. Il sistema di "cap-and-trade" rappresenta un passo in avanti per tentare di ridurre le emissioni nell'atmosfera da parte delle maggiori industrie. L’annuncio arriva in vista di un importante vertice sul clima delle Nazioni Unite a Parigi alla fine di quest’anno. Sulla carta è uno dei pochi progressi attesi durante la visita del leader cinese negli Stati Uniti. Anche se alla Casa Bianca sperano di riuscire a centrare altri obiettivi.

Nel faccia a faccia i due leader parleranno anche della forte svalutazione dello yen e Obama non mancherà di sottolineare la mancanza di sufficienti riforme economiche, da parte di Pechino, che hanno creato turbolenze sui mercati finanziari internazionali. Tutti temi - assicurano alla Casa Bianca - su cui il presidente intende andare a fondo esprimendo la forte preoccupazione di Washington. Ma i toni che userà Obama saranno abbastanza duri, come auspicato e chiesto da gran parte della destra repubblicana? Staremo a vedere. Intanto il Washington Post, non senza ironia, sottolinea come alla fine della sua visita alla Casa Bianca l’unico risultato in mano a Xi potrebbe essere l’onore dei 21 colpi sparati a salve, come si usa per gli ospiti più illustri. Niente altro.

Anche Obama, però, non ha interesse a tirare troppo la corda. Avviare un nuovo percorso con la Cina, partendo dalle basi gettate con lo storico accordo sul clima, sarebbe un tassello importante nel quadro dell’eredità che il presidente americano intende lasciare. Dopo le aperture su Cuba e Iran.

Commenti
Ritratto di hardcock

hardcock

Ven, 25/09/2015 - 11:15

I rapporti Usa Cina cambieranno solo quando il mussulmano sparira' dalla scena. Non dimenticate che XiJmping e' pronto a SVENDERE il debito americano per distruggere l'economia americana. Ritorsione per la politica pro muslims di Obama. Maurizio un ex italiano in Cina

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Ven, 25/09/2015 - 12:46

Il problema umano di Barack Obama è che non ha voglia di lavorare. Infatti in vita sua non ha mai fatto niente di buono. Egli ha preso il potere grazie alla truffaldina campagna elettorale in cui la becera Hillary gli ha tirato la volata, istigando tutti all'abolizione degli scrupoli morali "Yes we can", e i morti per la migrazione, i disastri ecologici e la povertà diffusa sono tutti dovuti alle sua immaturità umana.

UNITALIANOINUSA

Ven, 25/09/2015 - 14:37

Sacchelli,tu copi troppo dai giornali USA.Sei in Italia e non capisci un c...dell'America. Vieni qua e impara... un italiano in Usa

Aristofane etneo

Ven, 25/09/2015 - 19:57

Xi Jinping e Obama dichiarano di essere al classico "spero, prometto e giuro (vogliono l'infinito FUTURO) e i nostri ineffabili governanti si son fatti ciulare l'ILVA, l'acciaieria più grande e moderna e meno inquinante d'Europa. A chi sovviene dell'inquinante polo chimico di Porto Marghera, adesso luogo di spacciatori, prostitute e degrado occupazionale?