Il monologo della Pro Recco, a un passo dal titolo

Un monologo. Non esiste altra definizione per descrivere gara due della finale scudetto di pallanuoto, vinta dalla Pro Recco 11-5 (0-3, 3-4, 0-1, 2-3): i biancocelesti sono così ad un passo dal ventitresimo titolo.
La gara di ieri sera, affidata alla coppia croata Peris e Stampalija, ha sopito le polemicche che hanno caricato il post gara 1 e la vigilia di gara 2. Arbitri nel mirino, ma non solo: anche la sentenza del Gun ha finito per scontentare tutti. In primis proprio i fischietti che alla fine, vista la richiesta d'intervento della procura federale, hanno sopito la protesta, pur rinunciando ad andare in Croazia, nel quadro dello scambio da tempo in auge.
Alla Scandone di Napoli, dove il Posillipo è tornato a giocare per la finale, c'era il pubblico della grandi occasioni. Agli oltre quattromila presenti, che alla fine hanno anche applaudito gli avversari nel segno di una grande e sana sportività, il Posillipo non ha regalato la gara tutta cuore che è sua abitudine. Anzi, grazie ad una partenza «dove abbiamo commesso troppe sciocchezze ed ingenuità» come ha commentato coach Carlo Silipo, ha dato da subito via libera alla Pro. Che, ringraziando, si è involata sul 3-0, tagliando di fatto le gambe ai padroni di casa.
«Non abbiamo neppure il tempo per festeggiare - commenta Porzio, tecnico biancoceleste a fine gara - perché dietro l'angolo c'è la Final Four di Euroleague. Posso solo sottolineare che i ragazzi hanno giocato in scioltezza, senza «strappi» come in gara 1». Il Posillipo riesce a mettere la prima palla in rete dopo ben 9' di gioco: la partenza fulminea del Recco, già sul 4-0, ha però sconvolto il team biancoverde. Infatti i padroni di casa non riusciranno più a colmare il gap delle tre reti iniziali. Adesso bisognerà attendere il 27 maggio per sapere come andrà a finire.
Intanto il Sori si è aggiudicato gara due della finale valevole il quinto posto, superando 16-13 il Nervi.