Morta Maria Angiolillo, regina dei salotti romani

Si è spenta questa mattina la vedova
del fondatore de <em>Il Tempo</em>.
La &quot;regina dei salotti
romani&quot; aveva più di 80 anni: nella sua casa di Trinità dei Monti sono stati ospiti i grandi nomi della
politica e della finanza

Roma - E' morta Maria Angiolillo, vedova del fondatore de Il Tempo Renato Angiolillo. La regina dei salotti romani, ottantenne, si è spenta questa mattina a Roma. Nella sua casa romana a Trinità dei Monti sono stati ospiti i grandi nomi della politica e della finanza. Il suo celebre salotto, come un centro di potere bipartisan, è stato spesso definito una sorta di Repubblica o meglio ancora di Camera.

Gli ospiti della Angiolillo Da Giulio Andreotti a Massimo D’Alema, da Gianni Agnelli al cardinale Agostino Casaroli, da Gianfranco Fini a Francesco Rutelli. E poi Bruno Vespa, Carlo Rossella, Fabrizio Del Noce, Vincenzo Visco, Cesare Salvi, Vannino Chiti, Pierluigi Bersani, Giulio Tremonti, Altero Matteoli e Giuseppe Consolo, Mario D’Urso. E poi Gianni Letta, Walter Veltroni, Cesare Romiti e pure Umberto Bossi. Sono alcuni degli ospiti di Casa Angiolillo, "il santuario che vale più dei Palazzi ufficiali", il salotto bipartisan della Seconda Repubblica, ma attivo da ben prima, da quasi un quarantennio. Negli anni Novanta e nel 2007 ha ospitato anche Silvio Berlusconi, mentre Romano Prodi, quando era ministro dell’Industria, fu invitato ma sbagliò data e si presentò con 24 ore di anticipo, costringendo la padrona di casa a riceverlo in vestaglia. Se la trasmissione Rai Porta a Porta è considerata quasi all’unanimità la Terza Camera del Parlamento, il salotto romano della signora Maria Angiolillo è passato, almeno a maggioranza qualificata, alle cronache come la Quarta Camera. Quello di Maria Girani, vedova del fondatore de Il Tempo, Renato Angiolillo, è senza dubbio il salotto romano più famoso ed ambito ma anche il meno accessibile, un "salotto del potere", del Palazzo, dove si fanno e disfano alleanze politiche e si affrontano questioni (e forse affari, si sussurra) ad altissimi livelli. 

Il salotto buono della politica Un salotto, come ha raccontato Maria Angiolillo in una dellle sue rare interviste (in tv è apparsa solo da Enzo Biagi e Vespa), dove personalità della politica, della finanza, del giornalismo e qualche volta dello spettacolo si scambiano idee e analizzano la situazione italiana. La "Signora", nella sua sontuosa abitazione, il villino Giulia a Trinità dei Monti, ha voluto ricreare agli inizi degli anni Settanta quell’atmosfera da salotto da lei stessa respirata nei saloni di Palazzo Colonna, allora dominati dalla principessa Isabella Colonna, dove fu ammessa nel 1961, presentandosi con un abito corto che le gran dame guardarono storto. Isabella Colonna, all’inizio degli anni Sessanta, apriva il suo palazzo alla nobilità nera e alla migliore società. Il suo salotto era ambitissimo. "Ma con lei bisognava rispettare tassativamente gli orari: se diceva alle nove, guai ad arrivare mezz’ora dopo", ha raccontato Maria Angiolillo nell’agosto del 2000 al settimanale L’Espresso, in un’intervista realizzata da Antonio Padellaro, futuro direttore de L’Unità e ora de Il Fatto

Gli insegnamenti della principessa Colonna Maria Angiolillo aprì, dunque, in seguito il suo salotto seguendo gli insegnamenti della principessa Colonna: "Da lei ho imparato come si vive in un certo mondo, come si riceve; che la regola fondamentale è non fare pettegolezzi". E ha imparato anche che è importante "non farsi nemici". E così ha allargato le sue conoscenze, dando sempre meno spazio all’aristocrazia e più spazio alla società che conta. "I miei anni non contano», amava ripetere a chi cercava di sapere con esattezza la data di nascita. Così come glissava sul suo luogo di nascita: "Sono nata nel Nord, in Piemonte". Amava, invece, far sapere che era stata lei, alla morte del marito, a suggerire il nome di Gianni Letta come direttore de Il Tempo. Affidata in mani sicure la guida del quotidiano romano, la vedova Angiolillo tornò ad occuparsi del suo salotto. Ma come selezionava gli ospiti? "Sono attratta dalle persone più sensibili e dotate. Invito i vecchi amici e anche coloro che, avendoli conosciuti da poco, mi ispirano una simpatia istintiva. Ecco, vado per simpatie, non corro dietro al potere", ha raccontato. 

I "grandi" pranzi in Trinità dei Monti A chi le faceva notare che gli invitati nel suo salotto erano solo vip, Maria Angiolillo ebbe a rispondere: "Importanti forse per gli altri, io li vedo come amici". Come padrona di casa, nel corso dei decenni la "Signora" si è occupata di organizzare colazioni di lavoro oppure dedicate ad un evento, riservate a soli uomini, e poi le cene "per incontrare gli amici", vecchi e nuovi. I pranzi nel villino di Trinità dei Monti sono sempre stati per 30 o al massimo 36 invitati, suddivisi in tre tavoli, battezzati Alba Meriggio e Tramonto (quest’ultimo, il meno gradito). Quattro i camerieri in livrea a servire e per lungo tempo il cuoco della serata arrivava dal palazzo della principessa Colonna. Le cene cominciavano puntalmente alle ore 21 e si finivano in genere a mezzanotte. Tra le tanti voci che girano sul salotto di Maria Angiolillo è che qui si farebbero i direttori di giornali. "Sì una volta sì. Oggi può darsi. Anzi, non lo so", rispose ad Antonio Padellaro nell’intervista concessa nell’estate del 2000.