Mosca, è giallo sulla morte di un giornalista dell'opposizione

Sergei Protazanov, 40 anni, scriveva per <em>Consenso civile</em>, testata non legata al Cremlino. Era invalido. Non è ancora chiaro se sia stato aggredito o avvelenato

Mosca - E' giallo, a Mosca, per la morte di un giornalista, Sergei Protazanov, la cui scomparsa è avvenuta in circostanze non ancora chiarite a Khimki, vicino a Mosca, dove ha sede il piccolo giornale per cui lavorava, "Grazhdanskoe Soglasie" (consenso civile), una delle poche pubblicazioni non legate al Cremlino o al governo, che stava per pubblicare una sua inchiesta sulle frodi nella recente elezione del sindaco della cittadina. In un primo momento, il direttore della rivista, Anatoly Yurov, a sua volta vittima di diverse aggressioni, aveva denunciato che Protazanov era morto lunedì dopo essere stato aggredito sabato, ma in seguito fonti della polizia locale hanno precisato che la morte è legata a una intossicazione con una sostanza non ancora identificata. Protazanov aveva 40 anni.

Inchiesta sui brogli Protazanov stava lavorando a un’inchiesta "sui brogli delle elezioni del primo marzo scorso". Lo ha riferito il numero due del servizio russo per il controllo dell’ambiente (Rosprirodnadzor), Oleg Mitvol. "Protazanov era invalido, aveva una protesi alla mano destra", e dunque era incapace di reagire all’aggressione. Qualche ora dopo l’agguato, la moglie del reporter "ha ricevuto una telefonata sul suo cellulare" continua Mitvol. "Uno sconosciuto gli ha dato l’indirizzo dove si trovava il marito. Lei lo ha portato in ospedale e dopo il check up, le hanno detto che era tutto a posto. Ma Protazanov una volta a casa è morto". 

Le precedenti aggressioni Nel novembre del 2008 il direttore del quotidiano locale Khimkinskaya Pravda, Mikhail Beketov, era stato aggredito gravemente vicino alla sua abitazione e per questo rimasto in coma alcuni giorni. Proprio lui aveva recentemente firmato, insieme a diversi abitanti di Khimki, una lettera aperta indirizzata al Presidente Medvedev e all’agenzia federale per il controllo delle risorse naturali (Rosprirodnadzor) in cui si denunciava il progetto di costruzione di un’autostrada nella foresta fortemente sostenuto dal sindaco, Viktor Strelchenko che lo scorso primo marzo era stato rieletto per un nuovo mandato, nell’elezione contestata da Protazanov. Le autorità locali lo scorso 18 febbraio avevano acquistato, prima ancora della loro distribuzione nella cittadina, tutte le copie della Novaya Gazeta che aveva pubblicato il testo della lettera.

Picchiato difensore diritti umani Lev Ponomariov, leader del movimento per i diritti umani russo, è stato aggredito ieri sera a Mosca da sconosciuti. Oggi Ponomariov è stato dimesso dall’ospedale. La moglie ha riferito che il marito è tornato a casa dopo gli esami cui è stato sottoposto e che le sue condizioni non sono gravi. La figlia, ha reso noto che al padre sono stati portati via solo due cellullari, uno dei quali è stato danneggiato sotto i suoi occhi. 

Bomba contro una statua di Lenin Una famosa statua di Lenin che lo raffigura mentre arringa la folla da un blindato è stata danneggiata da un’esplosione a San Pietroburgo. La statua si trova nella piazza di fronte alla stazione ferroviaria di Finlandia, la stessa dove il padre della rivoluzione russa arrivò dalla Germania il 3 aprile 1917 con lo storico vagone piombato, accolto da una folla enorme. L’ordigno era senza involucro e con una potenza pari a 300 grammi di tritolo.