Mosley lascia: "Non mi ricandido più"

Il presidente della Fia non si presenterà il 23 ottobre per la stessa poltrona. Al suo posto lancia l'ex dt della Ferrari: "E' la persona giusta"

Parigi - Toglie il disturbo. Max Mosley non si ricandiderà il 23 ottobre alla presidenza della Federazione internazionale dell’automobile. Lo ha ufficializzato lo stesso presidente della Fia in una lettera inviata a tutti i membri della federazione. Nella stessa lettera Mosley indica come suo successore l’ex direttore della gestione sportiva della Ferrari Jean Todt, giudicandolo come "la persona giusta" per guidare la federazione.

La lettera "Ho deciso di confermare la mia decisione - scrive Mosley -. A ottobre non sarò candidato". Nella lettera ringrazia i membri Fia che hanno cercato di convincerlo a ripensarci dopo l’annuncio fatto il 24 giugno. "Ho ricevuto quasi cento messaggi". Un sostegno questo, sottolinea Mosley, "assolutamente senza precedenti. Sarebbe molto difficile per cambiare idea" spiega nella lettera aggiungendo di aver iniziato qualche mese fa "a riordinare la mia vita familiare con effetto dal prossimo ottobre. Ho anche informato lo staff senior della Fia che non mi ricandiderò. Proseguire ora sarebbe molto complicato per le mie situazioni domestiche e incompatibile con gli obblighi verso la mia famiglia, particolarmente dopo la recente perdita. Inoltre, ho avvertito qualche volta che mi piacerebbe lavorare meno. Dopo tutto l’anno prossimo avrò 70 anni".

Avanti Todt Per la successione Mosley indica un solo nome, Jean Todt. "Sono convinto che gli obiettivi di coloro che sono stati così gentili a sostenermi possano essere raggiunti se si elegge un team forte, esperto e competente, che conserverà l’indipendenza della Fia. Credo - continua il presidente della Fia - che la persona giusta per guidare questo team sia Jean Todt. Jean è indiscutibilmente un eccellente manager di questa generazione e si potrebbe dire di ogni generazione". Mosley ha ricordato i successi dell'ex dt Ferrari dai tempi dei rally fino alla Formula 1. "Ha perciò esperienza nell’avere responsabilità di una vasta e complessa organizzazione, qualcosa che è una qualifica essenziale per ogni futuro presidente della Fia. Se lui accetta l’incarico - aggiunge - credo che sarebbe la persona ideale per continuare ma anche per ampliare il lavoro dei ultimi 16 anni".