La mossa di Montezemolo: "Serve lista civica"

Senza parlare di terzo polo, il presidente della Ferrari avanza l'ipotesi di creare una grande
lista civica nazionale. Si tratterebbe di un patto tra moderati e
riformisti di tutti gli schieramenti per rilanciare il Paese 

Roma - Non ha parlato di terzo polo, di Fini e di Casini ma un’idea di quale formazione immagini Luca Cordero di Montezemolo, intervenuto a Milano alla Scuola di formazione poliitca di Massimo Cacciari, l’ha data: una grande lista civica nazionale. Così come un patto tra moderati e riformisti di tutti gli schieramenti per rilanciare il Paese.

Il passo di Montezemolo Il presidente della Ferrari guarda anche alla riforma della legge elettorale e chiarisce di essere contrario alle elezioni anticipate. L’obiettivo è quello di superare gli attuali schieramenti di centrodestra e centrosinistra per far nascere una formazione completamente nuova in grado di raccogliere, al di fuori degli attuali schemi, i giovani, il mondo delle professioni e della scuola. "Ci potrebbe essere - ha spiegato senza dire se lui si candiderà - una grande lista civica nazionale con un obiettivo preciso e che pensi a un bipolarismo che non è quello di adesso che non funziona più". Una formazione nuova, secondo Montezemolo, in grado di raccogliere consensi anche tra coloro che pur essendo o di centrodestra o di centrosinistra "non si ritrovano in questa politica che non rappresenta più la realtà".

L'obiettivo di Montezemolo L’obiettivo principale per rinnovare resta comunque uno: la riforma dell’attuale legge elettorale: "Io - ha spiegato - spero si faccia questa riforma. Perchè anche con un soggetto che prende il 15% con questo premio di maggioranza non cambierebbe nulla". Il progetto politico è avviato ma il presidente della Ferrari non è tra coloro che vogliono subito le elezioni: "Sarebbe un forte fallimento per la maggioranza se si dovesse tornare al voto dopo solo due anni. Io preferisco che si arrivi alla fine e che si faccia la riforma della legge elettorale". Il terzo polo o la grande lista civica li immagina equamente distanti dagli attuali schieramenti. Pesanti i suoi giudizi su Berlusconi ma anche sul centrosinistra a partire dall’ultimo governo di Romano Prodi: "Il centrodestra - ha spiegato - ha vinto le elezioni perchè c’era la peggior maggioranza che la Repubblica ha avuto". E ha aggiunto: "C’è un’opposizione che in questi due anni ha guardato dal buco della serratura, è andata sui tetti ma non ha espresso una cultura alternativa". La principale colpa del centrodestra, invece, è stata quella in questi vent’anni di non avere "mai offerto un’alternativa a Berlusconi".

Le accuse ai Democratici Poco credibile, a suo giudizio anche il Pd "troppo vicino ai Ds" più che a un partito democratico. Cambiare è necessario anche perchè l’astensionismo, secondo i dati forniti, è più vicino al 40% che al 30% e coinvolge i giovani. La Lista civica nazionale potrebbe essere la novità assoluta della politica anche perchè, a suo giudizio, qualche cosa nella società italiana sta cambiando: "C’è per la prima volta fra i lavoratori la sensazione che le proposte degli imprenditori siano più interessanti di quelle di chi li rappresenta".