Dell'Orto: "Eicma 2019? Un successo da 9. E per il 2020..."

La 77esima edizione dell'Esposizione Internazionale del Ciclo e del Motociclo si è chiusa col segno "più". E il presidente di Eicma Dell'Orto già pensa all'anno prossimo

È appena finita, è stata un successo e già la testa volta al 2020. La 77esima edizione di Eicma, appuntamento clou per il mondo delle due ruote, ha messo in fila numeri da record: 1887 brand presenti negli otto padiglioni di fiera, 43 Paesi rappresentati e circa 800mila visitatori. A tutto questo si deve poi aggiungere il “fuorisalone” di Ridemood, che dal 2 al 9 novembre ha portato lo spirito e l'anima della moto in tutta Milano.

Record, dicevamo. E visto che i record, si sa, sono fatti per essere battuti, c'è già chi è al lavoro per il 2020 e la 78esima Esposizione Internazionale del Ciclo e del Motociclo. Il presidente di Eicma Spa Andrea Dell'Orto, tra bilanci e progetti, ci racconta com'è stata e come sarà Eicma.

Presidente DellOrto, a bocce ferme, quale voto dà a questa 77esima edizione di Eicma?
A costo di peccare di presunzione assegno a questa edizione un 9 pieno: abbiamo lavorato sodo, con lungimiranza e strategia. E abbiamo conseguito un risultato straordinario. Ma il miglior successo è ancora quello che dobbiamo ottenere, lo ripeto spesso. La struttura organizzativa sta già lavorando proiettata al 2020, con l'obiettivo di alzare sempre più l'asticella del valore di un evento espositivo che quest'anno si è dimostrato ricco di novità, contenuti, messaggi e ancora più attrattivo per gli espositori, il pubblico e gli addetti ai lavori.

Quali sono state le novità e le innovazioni più importanti presentate in fiera?
Si fa fatica a isolarne qualcuna in particolare. Devo dire che ogni singolo espositore, ogni gruppo di lavoro dietro i 1887 brand che hanno messo in mostra i propri prodotti davanti centinaia di migliaia di appassionati che hanno preso d'assalto gli otto padiglioni occupati quest'anno ha contribuito a spostare ancora più avanti il confine dello sviluppo tecnologico, nessuno escluso. Ho visto un grande impegno nel rispondere e anticipare le nuove esigenze di mobilità, nel proporre soluzioni sempre più innovative per migliorare la sicurezza attiva e passiva, nell’accendere la passione dei giovanissimi e dei motociclisti più navigati e soprattutto, come ha sempre fatto il nostro settore, nel rispondere concretamente alla sfida della sostenibilità.

L'appuntamento ha dato ampio spazio alle nuove tecnologie, specialmente alla mobilità elettrica rappresentata delle E-Bike, a cui è stato dedicato un padiglione: com'è andata? E qual è stata la risposta del pubblico?
È stata entusiasmante. Il Moto Rivoluzionario, tema di questa edizione, è proprio un omaggio alla capacità innovativa dell'industria delle due ruote a tutto tondo. E la rivoluzione si è compiuta obiettivamente. Una rivoluzione che va di pari passo con il mercato italiano, dove nel caso delle E-Bike ormai non possiamo più parlare di fenomeno, ma di realtà.

Qual è lo stato delle cose circa la mobilità elettrica su due ruote? Come risponde il mercato globale e soprattutto quello italiano?
Eicma è da sempre incubatore di tendenze e finestra sul futuro e quest'anno abbiamo visto un gran protagonismo della mobilità elettrica in molti stand. È già realtà, piccola, ma una realtà con una penetrazione sul mercato percentualmente molto più significativa di quella delle auto, e personalmente credo sia una soluzione interessante sulla parte bassa di gamma e per la mobilità urbana che si affianca al motore tradizionale. Basti vedere i numeri degli scooter e quelli dello sharing. Diversamente, sull’alto di gamma e per tutti gli altri segmenti è ancora una nicchia con volumi certamente ridotti, ma allo stesso tempo è un ambito animato da realtà aziendali, molte italiane, all'avanguardia e competitive.

Quanto e come la tecnologia sta cambiando l’intera industria e filiera delle moto?
Nel nostro settore la tecnologia ha sempre avuto un ruolo primario. Su due ambiti vediamo principalmente gli effetti più tangibili: aumento della sicurezza dei veicoli e miglioramento dell’impatto ambientale. Oggi, nel settore si assiste alla convergenza di tutto quanto di importante sta avvenendo in ambito tecnologico. La sfida ambientale, la transizione verso un modello di economia circolare, l'impiego di materiali innovativi e nuovi componenti elettronici, l'applicazione di tecnologie e di sistemi di trasporto intelligenti hanno trovato nelle aziende che espongono in Eicma un punto d’incontro formidabile. E il loro contributo in questa direzione è già determinante e molto significativo.

Il made in Italy delle due ruote è un vanto in tutto il mondo: qual è la nostra marcia in più?
È il saper fare italiano, fatto di passione, stile e know how esclusivi, che ci rende ancora unici. Una magia e una riconoscibilità esclusive, da tutelare, che continuano ad affermare la propria forza internazionale anche sotto le spinte delle sfide economiche globali e le acquisizioni estere.

Cosa bolle in pentola per Eicma 2020?
Non posso anticipare ancora nulla, ma ribadisco che siamo già al lavoro per aumentare ulteriormente il valore di quello che è innegabilmente l'appuntamento più importane al mondo per il settore e per farlo vivere più a lungo e anche oltre i padiglioni fieristici.