Multa con lo sconto a chi non parla italiano

Per la Lista Biasotti «è un chiaro esempio di discriminazione alla rovescia: si tutelano gli stranieri (anche se in regola) più degli italiani». Secondo l’assessore comunale Commercio, Gianfranco Tiezzi, bisogna invece prendere atto che ci sono molti commercianti stranieri che possono non conoscere lingua e leggi italiane: «Una volta li perdoniamo, la seconda scatta la sanzione massima».
A far litigare destra e sinistra è una delibera approvata dalla giunta Vincenzi a metà febbraio. Si parla di sanzioni in denaro per i commercianti che non rispettano le leggi. Tursi prevede quattro casi in cui la multa viene ridotta del trenta per cento: se l’azione scorretta non danneggia i consumatori, se il commerciante colto in fallo rimedia all’errore entro cinque giorni, se l’azienda (piccola) è in crisi, e se - ecco il punto contestato dalla Lista Biasotti - l’errore è dovuto alla scarsa esperienza del commerciante o «all’oggettiva difficoltà di comprendere delle normative commerciali da parte di soggetti di cittadinanza straniera».
«Gli stranieri, insomma, hanno una possibilità in più di vedersi ridotta la sanzione - protesta il biasottiano Franco De Benedictis - Sono persone che conoscono bene le leggi, se hanno aperto un’attività commerciale non sono certo degli sprovveduti, speso sanno sfruttare norme e agevolazioni meglio degli italiani. Perché allora dar loro una tutela in più? A noi - spiega insieme a Lilli Lauro e Valter Centenaro, gli altri firmatari di una mozione che verrà portata in consiglio comunale - sembra un vantaggio offerto agli stranieri per trasgredire le leggi e un’ulteriore discriminazione di quei cittadini italiani che, provenendo da altre zone del nostro Paese, possono avere le stesse difficoltà. Perché un siciliano va trattato peggio di un cinese? Il sindaco modifichi al più presto l’articolo della delibera».
Tiezzi ricorda che la norma tutela tutti, italiani e stranieri. «L’abbiamo fatta perché sulle sanzioni ai commercianti nascevano spesso dei contenziosi e i giudici di pace giustificavano in molti casi i trasgressori, abbassando al minimo la sanzione. C’era quindi un problema pratico: incassare i soldi delle sanzioni e ridurre il numero di cause. La delibera della giunta dice poi che se la violazione viene ripetuta a distanza di sei mesi, non solo perde il diritto alla riduzione, ma scatta la sanzione massima. Vale a dire: perdoniamo chi si è sbagliato in buona fede la prima volta, se ripete l’errore lo castighiamo due volte».
Era proprio necessario, allora, inserire una norma specifica per gli stranieri e i loro problemi con la lingua? «Sono il primo a dire che tutti devono rispettare le regole e che chi sgarra deve essere punito, anche severamente - risponde Tiezzi - Ma si deve anche prendere atto che il 5 per cento dei genovesi non è nato in Italia e spesso non parla bene l’italiano, pensiamo agli ambulanti. Lo ripeto, però, la norma tutela tutti, anche gli italiani».