Multe, «miniera d’oro» per le casse del Comune

Un incasso che sfiora gli 87 milioni: 17 volte più dei parcheggi

Giovanni Buzzatti

Fatto a pezzi e rimontato. «Per renderlo più trasparente, comprensibile al cittadino», spiega Federico Sassoli de Bianchi, presidente di Civicum. La fondazione ha chiesto alla Sda (Scuola di direzione aziendale) della Bocconi di «rileggere» il bilancio comunale del 2003. Risultato? La conferma che le multe portano in cassa più soldi degli altri servizi pubblici: quasi 87 milioni, un terzo del totale, dieci volte l’incasso degli impianti sportivi, 17 volte quello dei parcheggi. «Si tratta di un bilancio solido», spiega Enrico Guarini, docente della Bocconi, che con il collega Giorgio Fiorentini ha «riletto» il documento contabile. Lo studio ribadisce l’importanza delle aziende partecipate. «I loro bilanci vanno inclusi in quello comunale».
Si passa poi alle spese correnti. Il 75 per cento è in servizi ai cittadini. Sono quelli scolastici e lo smaltimento rifiuti ad assorbire più risorse, quattro volte la cultura, il doppio dell’«assistenza e servizi alla persona». Questa è la quarta voce di spesa, sorpassata dai «ghisa».
L’assessore comunale al Bilancio, Mario Talamona, ascolta con attenzione. «Non avevo particolari timori - racconta dal tavolo dei relatori alla Bocconi -. Ne usciamo bene. E non abbiamo aumentato le tasse e adottato l’addizionale Irpef, come è successo altrove». Poi commenta un dato negativo. Riguarda gli investimenti e il confronto tra le promesse del bilancio preventivo e quello che in effetti si è fatto. L’attendibilità delle previsioni in conto capitale - ricorda la ricerca - è del 44 per cento, quella delle spese correnti del 97. «Colpa dell’incertezza delle privatizzazioni», replica Talamona. Tocca al rettore della Bocconi, Angelo Provasoli, ricordare che i bilanci preventivi troppo spesso sono fatti con leggerezza.

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