Muore a 10 anni dopo aver mangiato un gelato

da Oristano

Soltanto l’autopsia dirà se a uccidere la piccola Emanuela Carta, appena 10 anni, è stata davvero la celiachia e un gelato che aveva gustato pochi minuti prima di spirare. Oppure una reazione allergica che non le ha lasciato scampo. La bambina sarda, morta due sere fa ad Arborea, cittadina agricola alle porte di Oristano, si era sentita male dopo avere mangiato un cono per celiaci ma aveva avuto anche una crisi respiratoria (soffriva d’asma) e forse proprio questa sarebbe stata la vera causa del decesso. L’esame autoptico scioglierà il giallo che ha fatto precipitare nella disperazione un’intera comunità per un dramma assurdo. Da sottolineare però che nella struttura dove alloggiava, le davano solo cibi privi di glutine. La tragedia si è consumata in pochissimo tempo: Emanuela, che stava in una colonia di Arborea per trascorrere alcuni giorni di vacanza al mare, si era sentita male verso le 20.30, dopo che nel pomeriggio, come tutti i bambini, aveva fatto merenda con un gelato e con una bevanda, forse una bibita. Un’ora dopo le sue condizioni sono peggiorate e la corsa in ospedale si è rivelata inutile.
Sconvolta la famiglia: la bimba era figlia unica di una coppia di Villacidro. Il padre lavorava fuori dalla Sardegna e non appena ha saputo della tragedia è rientrato immediatamente per riabbracciare l’ultima volta la sua piccolina. In ogni caso, gli esperti ieri hanno ricordato come di celiachia non si possa morire, nemmeno se si ingerisce il glutine a cui si è intolleranti. «La celiachia – ha spiegato Umberto Volta, gastroenterologo del centro per celiaci del policlinico Sant'Orsola di Bologna e presidente del comitato scientifico dell'Associazione italiana celiachia - è un tipo di intolleranza alimentare che non può portare alla morte. Se il paziente ingerisce accidentalmente del glutine, al massimo può essere colpito da disturbi temporanei, come dolori addominali, vomito e diarrea, che di solito spariscono dopo pochi giorni». Dello steso parere Salvatore Cucchiara, primario di gastroenterologia pediatrica del policlinico Umberto I di Roma: «La tragica vicenda della bambina sarda non è riconducibile alla celiachia. Molto probabilmente è dovuta all'ingestione di un alimento a cui non sapeva di essere allergica».
La morte improvvisa della bambina, secondo Volta, fa infatti pensare a uno shock anafilattico, che può essere stato scatenato da una allergia alimentare comparsa improvvisamente: «Nel centro bolognese dove lavoro - specifica Volta - seguo oltre 1.500 celiaci, e di questi circa il 2% soffre anche di allergie alimentari». Gli esperti vogliono comunque tranquillizzare tutti i pazienti celiaci (in Italia sono 75.000 i casi diagnosticati, ma si stima che i celiaci siano più di mezzo milione) anche riguardo la sicurezza dei prodotti privi di glutine.