Muro, Napolitano: "Un'affermazione di libertà"

Il capo dello Stato considera la caduta del Muro di Berlino "uno
spartiacque nella storia mondiale ed europea". E spiega: "Si aprì la strada all’affermazione di diritti
di libertà"

Roma - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, considera la caduta del Muro di Berlino "uno spartiacque nella storia mondiale ed europea" e, ricordandone il ventesimo anniversario, sottolinea che quel giorno "al pari del 9 maggio del 1945" segnò "uno spartiacque della storia europea perché quel giorno si aprì la strada all’affermazione di diritti di libertà, già sanciti con l’adozione delle costituzioni nei paesi in cui fu sconfitto nazismo e fascismo". Tra i diritti inalienabili, Napolitano ha voluto ricordare "quello della libertà di espressione, sancito dall’articolo 21 della nostra Costituzione".

Spartiacque per i diritti "L’evento della caduta del Muro di Berlino, di cui oggi si celebra l’anniversario, è una data che al pari di quella del 9 maggio 1945 ha segnato uno spartiacque nella storia europea e mondiale del XX secolo". Il capo dello Stato ha ricordato che "si aprì allora la strada nella Germania Est, ma il cambiamento era già iniziato in Polonia e in tutti i Paesi dell’Europa centro-orientale, in direzione dell’affermazione dei diritti di libertà, che erano già stati sanciti, subito dopo la seconda guerra mondiale, in particolare con l’adozione della Costituzione a Roma e a Bonn, nei Paesi in cui erano stati sconfitti il nazismo e il fascismo".

La libertà di espressione Napolitano ha, quindi, avvertito che questi "diritti di libertà, a cominciare dall’articolo 21 della Costituzione sulla libertà d’espressione, sono principi democratici da tenere sempre cari, da preservare e da far vivere, in Italia e ovunque".