La musica di Jovanotti fa «Buon sangue»

Il tour 2005 del cantante impegnato nel sociale approda questa sera, voce permettendo, al Mazda Palace

Stefania Grazioso

L'attesa è stata vana, niente intervista a Jovanotti: il cantautore è stato colto da un forte mal di gola accompagnato da raffreddore. Quindi, dita incrociate e scongiuri da parte di tutti i fans che aspettano di vedere, questa sera al Madza Palace, «Buon sangue», tour 2005 di Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti.
L'artista ha da qualche mese fatto il suo grande e atteso ritorno sulla scena musicale con il cd «Buon Sangue», anticipato dai singoli hit «Tanto 3» e «Mi fido di te»: l'album è già da diverse settimane in testa alle classifiche di vendita ed ha già superato il traguardo di Disco di Platino.
Un Jovanotti in grande forma «artistica» che si ripropone al suo pubblico ripercorrendo le varie tappe della sua carriera dal rap del primo periodo alla musica degli anni '90, fino ai successi internazionali e alle canzoni d'amore.
La musica come mestiere, ma anche come strumento per raccontare e per migliorare. Lorenzo ha trovato nello spartito uno splendido alleato per trasmettere e leggere i sentimenti, e le emozioni della vita di tutti i giorni. Così è nato Buon Sangue, un'autobiografia per raccontarsi e per comunicare in modo semplice e diretto con il pubblico. Un album che non ha pretese di dare messaggi, perché come più volte a dichiarato Lorenzo «La vita non ti dà messaggi, la vita è soffrire e rialzarsi».
Un vita tutta in movimento, mai statica, durante la quale Jovanotti si pone delle domande e tenta di risolvere i suoi quesiti : un botta e risposta che si è trasformato in una vera e propria canzone di successo «Tanto 3», il singolo prescelto come lancio del cd Buon Sangue. Il nuovo album, a differenza di quelli passati, non si avvicina alla politica, le nuove parole di Jovanotti sono volte al mondo dei sentimenti più intimi. Questo è l'album anche della sperimentazione musicale, un'inequivocabile anima funk aleggia nel disco, che si articola tra note pop, groove tra gli incandescenti assoli di Lorenzo e della sua chitarra.
Quanta strada ha percorso quel giovane scanzonato che per la sua passione per la musica si è cimentato come dj in varie radio e nelle discoteche di Roma. L'inizio ufficiale della carriera di Lorenzo arriva quando Claudio Cecchetto lo scopre e lo fa lavorare a Radio Deejay con il nome Jovanotti. A 19 anni Lorenzo incide i primi singoli rap come «È qui la festa?» e «Gimme five» che anticipano l'album Jovanotti for president. L'album successivo «La mia moto» vende circa 600.000 copie. Oltre alla musica, Lorenzo si impegna anche in tv con «Deejay television» e «1, 2, 3 casino». Musica, televisione e anche scrittura: esce il primo libro «Yo, brothers and sisters», una sorta di concentrato di energia giovanile di cui Lorenzo si fa promotore. La prima svolta artistica della sua carriera è con l'album Giovani Jovanotti. Nello stesso anno partecipa con Pippo Baudo all'edizione di Fantastico. «50% contenuto e 50% movimento» è lo slogan di «Una tribù che balla», terzo album che segna un'ulteriore crescita dell'artista. Nel 1992 esce il singolo «Cuore», che produce ad uso esclusivamente radiofonico, per ricordare il giudice Falcone morto nella strage di Capaci.
Con il passare degli anni e delle canzoni, cambiano i testi e gli ideali di Lorenzo. Lorenzo 1994 non è solo un album ma un modo di vedere la vita. A siglare questo nuovo "way of life" è «Penso positivo».
Nel 1995 esce la prima raccolta Lorenzo 1990-1995 con due brani inediti «L'ombelico del mondo» e «Marco Polo». Con il primo dei due brani Lorenzo partecipa agli Mtv music award come miglior cantante europeo. Il 1997 è l'anno de «L'albero»: album assolutamente multietnico che racchiude tutte le sonorità che Lorenzo ha "rubato" girando in lungo e largo per il mondo.
Jovanotti trasmette la magia della paternità a tutti i suoi fans, componendo una «Per te», ninna nanna speciale tutta dedicata alla primogenita. Nel 1999 esce l'album «Capo horn». A giugno del '99 Lorenzo, con Ligabue e Piero Pelù compone un pezzo a sei mani «Il mio nome è mai più», il cui video è girato da Gabriele Salvatores. Il singolo vuole ricordare le 52 guerre in corso nel mondo e illustra il profilo di "Emergency", associazione umanitaria italiana per la cura e riabilitazione delle vittime delle guerre e delle mine antiuomo. Tutti i proventi della vendita del CD sono stati devoluti, e continuano ad esserlo, all'associazione. L'impegno di Lorenzo non finisce qui. Memorabile la sua esibizione al Festival di Sanremo 2000 con il brano inedito «Cancella il debito», portando alla ribalta il problema del debito estero dei paesi del terzo mondo. E la storia continua…..