Blitz della Guardia di finanza: arrestate 20 persone del clan Cesarano

Gli imputati sono accusati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di stampo camorristico, estorsione e traffico di sostanze stupefacenti

Sono accusate dei reati di associazione per delinquere di stampo camorristico, estorsione e traffico di sostanze stupefacenti le venti persone arrestate all’alba a Castellammare di Stabia, nel Napoletano. Il blitz è stato effettuato dalla Guardia di Finanza di Torre Annunziata, dopo mesi di indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Gli imputati appartengono al clan della camorra Cesarano che, negli ultimi mesi, è stato continuamente colpito da arresti e condanne. Nello scorso mese di maggio finirono in manette sette persone, in un’operazione congiunta di carabinieri e Guardia di finanza, tutte ritenute affiliate al clan camorristico stabiese, che aveva messo le mani sul mercato dei fiori, avendo un canale privilegiato do i Paesi Bassi, noti per la floricoltura in tutto il mondo.

Il clan di Castellammare di Stabia è noto alle cronache nazionali per la società di pompe funebri che prese parte ai funerali dei Casamonica a Roma. La più importante figura del clan fu Ferdinando Cesarano, alias "Nanduccio 'e Ponte Persica", figura carismatica del panorama criminale organizzato campano della fine degli anni '70 e degli albori degli anni '80, che, in quegli anni, era uno spietato killer e capozona della Nuova famiglia, alle dirette dipendenze di Carmine Alfieri e a stretto contatto con le più alte dignità dell'organizzazione, come Angelo Moccia, Francesco Matrone, Giuseppe Autorino, Marzio Sepe, Pasquale Galasso e Pasquale Loreto. Nella metà degli anni '80 Cesarano, oramai un boss affermato, dopo la sconfitta della Nuova camorra organizzata e la dissoluzione della vincente Nuova famiglia, si è staccato anch'egli dalla Nuova famiglia e si è messo in proprio. Cesarano, pluriergastolano, detenuto in carcere, al 41 bis, si è laureato in Sociologia nel 2007 ed in Giurisprudenza nel 2015.

Il clan dei Cesarano risulta particolarmente operativo a Ponte Persica e Pompei, dove, in particolare, svolge attività delinquenziali quali il racket delle estorsioni, l'usura e lo spaccio di sostanze stupefacenti. I Cesarano hanno attraversato un periodo di tensione con i Matrone, a causa del controllo delle attività illecite a Scafati e dintorni, zona in cui i Cesarano, dopo i momenti di crisi vissuti dai Matrone e dai Loreto-Ridosso, avrebbero cercato di estendere i propri tentacoli. Oggi la zona di Scafati risulta interessata dalla presenza di clan locali e della zona boschese/stabiese, che avrebbero instaurato fra di loro delle alleanze, a quanto pare, labili e facili alla rottura.

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