Fu ucciso dalla bomba che stava piazzando: arrestata la compagna

La donna è stata arrestata oggi. Deve rispondere di detenzione ed esplosione dell’ordigno, ma anche dell’omicidio colposo aggravato da finalità e metodo mafiosi del suo complice

Fu ucciso dalla bomba che stava piazzando. Oggi è stata arrestata la compagna: è accusata anche di omicidio colposo. Secondo quanto poi ricostruito dagli inquirenti, l’esplosione di quell’ordigno doveva rappresentare un attacco del clan Mazzarella a quello rivale dei Rinaldi, progettato nell’ambito della faida in atto a Napoli tra i due gruppi camorristici. Invece, il 22 dicembre del 2017, nel quartiere orientale di San Giovanni a Teduccio, il 32enne Antonio Perna rimase ucciso per errore nella deflagrazione.

Nell’esplosione, avvenuta sotto un palazzo situato in via Ferrante Imparato, rimase coinvolta anche la compagna, che si trovava su uno scooter poco distante. La donna, che se la cavò con delle ferite, è stata arrestata stamattina dai carabinieri. I militari del Nucleo investigativo di Napoli hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della locale Dda nei suoi confronti. È ritenuta responsabile dei reati di detenzione ed esplosione dell’ordigno, risultato costruito artigianalmente, ma anche dell’omicidio colposo aggravato da finalità e metodo mafiosi del suo complice.