Licenziati nove furbetti del cartellino che lavoravano nel mercato ittico di Pozzuoli

I dipendenti comunali marcavano, a turno, il badge per gli altri lavoratori, che nel frattempo erano impegnati nelle loro attività personali

Sono accusati di truffa e sostituzione di persona nove dipendenti del mercato ittico di Pozzuoli, nel Napoletano, che sono stati licenziati in tronco dalla commissione disciplina del Comune flegreo. Da tempo, la polizia municipale e le forze dell’ordine indagavano sul personale, sospettato di truffare l’ente locale con il solito trucchetto del cartellino timbrato anche per il collega assente. Oltre al direttore del mercato e agli otto dipendenti, risultano essere coinvolti nella vicenda anche tre lavoratori socialmente utili, che sono stati trasferiti in altri uffici, in attesa di subire provvedimenti disciplinari.

Meno di due mesi fa, i vigili urbani di Pozzuoli avevano beccato i nove dipendenti comunali e i tre lavoratori socialmente utili a marcare, a turno, il badge per gli altri lavoratori, che nel frattempo erano impegnati nelle loro attività personali. Due giorni fa, invece, sono finiti nei guai cinque lavoratori socialmente utili della Città Metropolitana di Napoli in servizio presso il Comune di San Sebastiano al Vesuvio che, pur non essendo presenti fisicamente sul luogo di lavoro, risultavano regolarmente al loro posto. Dalle indagini delle forze dell’ordine è emerso che almeno in quattordici occasioni i cinque dipendenti risultavano regolarmente sul posto di lavoro, ma in realtà erano fuori dal Comune.

I furbetti del cartellino sono stati scoperti dai carabinieri e nei loro confronti è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare di divieto di dimora nella città di residenza. Il provvedimento è stato adottato dal Tribunale di Nola. I lavoratori socialmente utili erano assegnati al servizio ecologia e si sono coperti a vicenda, un atteggiamento che veniva perpetrato alla luce del sole. Il Comune aveva più volte evidenziato alla Città Metropolitana alcune anomalie in ordine alle presenze dei soggetti, che, proprio su richiesta dell'ente locale, successivamente non sono stati più impiegati in progetti presso il Comune di San Sebastiano al Vesuvio.

A Caserta, invece, prima dell’estate, diciotto persone che lavorano presso l’Asl sono state raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Ai furbetti del cartellino è stata contestata l’ipotesi di truffa aggravata nei confronti dello Stato, per le false attestazioni della presenza dei dipendenti della sanità in servizio. Gli indagati avrebbero procurato un danno erariale di oltre 21mila euro e la stessa cifra è stata sottoposta a sequestro preventivo sui conti correnti degli imputati.

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