Estorsioni alle pizzerie, maxi blitz dei carabinieri: 22 arresti nel clan Sibillo

Gli uomini del baby boss gestivano le piazze di spaccio e imponevano il racket ai negozi di generi alimentari

Nei Decumani, a Napoli, a comandare è ancora il baby boss Pasquale Sibillo che, seppure detenuto in carcere, è in grado di guidare gli uomini del suo clan negli affari illeciti in città. Lo dimostra l’azione compiuta dai carabinieri, che hanno arrestato 22 persone con l’accusa di traffico di droga ed estorsioni. Gli uomini di Sibillo gestivano le piazze di spaccio e imponevano il racket a pizzerie e negozi di generi alimentari. Gli inquirenti hanno scoperto che il baby boss, oggi 28enne, comunicava con i suoi uomini grazie ai familiari che andavano a fargli visita in carcere. Da lì impartiva gli ordini in codice, che venivano eseguiti alla lettera.

Ciò è emerso nell’inchiesta dei militari, coordinati dalla Procura distrettuale di Napoli. Per ricostruire l'organigramma e le attività criminali i carabinieri si sono avvalsi di intercettazioni ed è stata fondamentale la collaborazione delle vittime delle numerose estorsioni documentate. Il quadro che è venuto fuori dalle verifiche effettuate dalle forze dell’ordine è chiaro: i Sibillo continuavano a imporre il pizzo ai negozianti del centro storico e a gestire il traffico di droga, avvalendosi dell'appoggio del clan Contini, di cui sono un gruppo satellite, e quindi con la copertura dell'Alleanza di Secondigliano, la federazione di clan che oggi costituisce una delle due organizzazioni camorristiche più potenti del territorio ed è contrapposta ai Mazzarella.

Gli inquirenti hanno accertato, inoltre, che i traffici erano comunque gestiti, seppur indirettamente, dai vertici del clan Sibillo, così come era collegato alla "paranza dei bambini" il gruppo che faceva capo alla famiglia di Giuseppe Napolitano e che per buona parte del primo semestre del 2017 ha controllato il traffico di stupefacenti nella zona. Pasquale Sibillo per gli investigatori è stato l'esponente di vertice del clan che porta il suo cognome, influente nell’area di Forcella e del centro storico di Napoli. Voleva essere incoronato “re” di Forcella, forse, come qualcuno prima di lui, quel Luigi Giuliano che ha fatto il bello e cattivo tempo nella stessa zona, ma poi, si è ritrovato in cella. Per arrestare Sibillo si mossero gli uomini dello Sco, il servizio centrale operativo della polizia e i colleghi della squadra mobile partenopea. Un’operazione importante e brillante che fu salutata con entusiasmo dal ministero dell’Interno.

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