Maxi sequestro di fuochi d’artificio illegali nel quartiere di Poggioreale

Ritirati dal mercato 430 articoli pirotecnici, tra “batterie” e “candele romane”, del peso di 140 chili, con massa esplodente attiva di 15 chili

Fervono i preparativi per i festeggiamenti del Natale e del Capodanno a Napoli. Anche se mancano ancora diverse settimane all’evento, nella città partenopea si lavora incessantemente per organizzare al meglio le celebrazioni, specie quelle per l’ultimo giorno dell’anno. Come sempre, non mancano le attività illecite, soprattutto per ciò che riguarda la preparazione e la vendita dei fuochi d’artificio. Il comando provinciale della Guardia di finanza di Napoli, nell’ambito dei controlli dei botti illegali fabbricati nel territorio campano, ha sequestrato nel quartiere di Poggioreale 430 articoli pirotecnici, tra “batterie” e “candele romane”, del peso di 140 chili, con massa esplodente attiva di 15 chili, illecitamente detenuti da una ditta individuale.

I finanzieri hanno scovato una florida attività di commercializzazione di botti natalizi pericolosi nascosti in maniera illegale da un venditore che non era in possesso di alcuna licenza o autorizzazione, sia per lo stoccaggio sia per la vendita di materiale esplosivo. I fuochi artificiali non erano conservati in maniera sicura, esponendo i residenti del palazzo dove era ospitato il locale commerciale ad un costante pericolo. La Guardia di finanza ha denunciato a piede libero i due responsabili dell’attività di vendita dei botti illegali, entrambi napoletani, per detenzione, fabbricazione, commercio abusivo ed omessa denuncia all’autorità di materiale esplodente. Si tratta di una delle prime operazioni condotte dalle forze dell'ordine per prevenire la diffusione di fuochi d'artificio illegali in vista del prossimo Capodanno.

Oltre ad essere pericolosi e talvolta mortali per uomini e animali, i botti di capodanno sono una fonte spaventosa di inquinamento da diossina, polveri sottili, metalli. Un dato impressionante che racconta di un disastro ambientale che si ripete ogni anno in tutta Italia, a cominciare da Napoli, città che ha il primato in fatto di esplosioni pirotecniche a San Silvestro. Solitamente, da dati ricavati da uno studio della Cewep (la Confederation of european waste-to-energy plants), i fuochi esplosi a Napoli nel solo tratto che va da Posillipo a Capo di Sorrento, quindi una porzione minima della città, rilasciano ogni fine dicembre una quantità di diossina pari a quella che in un anno rilasciano 120 inceneritori. Insomma, oltre ai bollettini post San Silvestro di feriti, a discapito delle ordinanze che in molte città italiane vietano i botti, ci sono le “vittime bianche”, come i cardiopatici e gli asmatici, costretti a respirare polveri fini e fumi di zolfo.

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