Napoli, ad Agnano abbandono e degrado

Ad Agnano siti di interesse turistico circondati dal degrado. Residenti e commercianti: “Qui il Comune di Napoli è assente. Dimenticati dalle istituzioni”

Passate le 20 appare la prima prostituta. Espone il suo corpo sulla strada principale di Agnano, in via Agnano degli Astroni. Offre prestazioni sessuali a pagamento a ridosso del noto ippodromo partenopeo. Non siamo in un luogo di periferia, in aperta campagna o lungo una strada provinciale. La vicina rivendita è ancora aperta al pubblico, le auto sono incolonnate lungo la carreggiata, nei bar circostanti continua l’andirivieni degli avventori e nelle tante abitazioni del posto prende forma la vita quotidiana. È il disegno di un attimo, che restituisce l’immagine della Agnano di oggi: un luogo residenziale di interesse turistico che versa in uno stato di abbandono. Il centro storico di Napoli dista una decina di chilometri. Siamo in piena area flegrea. Oltre all’ippodromo, ci sono le terme, c’è la riserva naturale del cratere degli Astroni e diverse strutture sportive. Siti lasciati nell’isolamento e circondati dal degrado.

Davanti all’ippodromo, nel vasto piazzale adibito a parcheggio, tutte le aree di sosta sono libere. Il parco è chiuso. Le poche auto che arrivano non lo fanno per poter accedere all’impianto sportivo. Restano lì ferme per un po’. “Qui ci sono prostitute, spacciatori, c’è una situazione di degrado allucinante. Quando veniamo a fare la via Crucis abbiamo paura, nonostante la presenza delle forze dell’ordine”. A raccontarlo è Danila De Novellis, avvocato, presidente dell’associazione Ddn-Diritti dei napoletani. Lo riporta mentre frena il suo passo. Teme di accorciare le distanze con un paio di auto parcheggiate. Ai margini dell’area sono ammucchiati rifiuti speciali, sversati da chi approfitta dell’abbandono di quel luogo per usarlo come discarica. Dei rifiuti sono visibili anche nel vicino canale, uno di quelli a raggiera che convogliano acque destinate a finire in mare. Un cartello del Consorzio di bonifica della Conca di Agnano e dei Bacini flegrei vieta di sversare inquinanti. Ma, senza occhi che vedono, chiunque può agire indisturbato. “Ogni anno i residenti di Agnano pagano una tassa a fine gennaio, chissà se questa bonifica viene fatta dalla conca di Agnano”, si chiede Danila De Novellis.

Quello dell’abbandono dei rifiuti è un fenomeno che colpisce tutta la zona. “Molto spesso ci è capitato di vedere persone che buttano l’immondizia per strada. E qui ci sono i bidoni per la raccolta differenziata all’esterno di ogni abitazione. Ovviamente non c’è controllo da parte delle autorità e i cittadini nella stragrande maggioranza dei casi non intervengono in queste situazioni”. Sono le parole del 33enne Davide Monfregola, un giovane imprenditore che ha deciso di investire nel suo quartiere. Ma i problemi causati dalla trascuratuzza ci sono e Davide spesso si è ritrovato a dover sopperire a mancanze e ritardi delle istituzioni. In qualche caso è dovuto intervenire di persona per impedire il deposito illecito di rifiuti davanti alla sua attività. Ricorda, poi, di quando, dopo una tempesta avvenuta a settembre scorso, si mise a spalare fango e rifiuti, perché nessuno interveniva, e ad Agnano altre seccature le generano le caditoie ostruite, soprattutto nei periodi di pioggia intensa. Qui gli imprenditori si sentono trascurati. Perché l’inciviltà viene affrontata con i disservizi, e i disagi che ne derivano per loro sono danni di immagine ed economici.

Per anni è rimasta abbandonata una barca in via Ruggiero. Si trovava davanti a due strutture ricettive. Alla fine ci hanno pensato i privati a farla rimuovere, e oggi quell’angolo di marciapiede da cui è stata prelevata continua a rappresentare un ricettacolo di rifiuti. “È intervenuta una ditta privata, perché il Comune non si accollava la responsabilità di rimuoverla. Organizzammo un evento per raccogliere fondi”, ha riferito De Novellis. “Noi presentiamo continuamente esposti – ha poi dichiarato la presidente dell’associazione Ddn – ma qui il Comune è completamente assente. Alcune cose sono state fatte, altre no. Intervengono qualche volta sui rifiuti, ma altro non fa”. E, sulla base di quanto rivela, quando interviene succede anche che non porta nemmeno a compimento il suo lavoro. Sui marciapiedi di via Ruggiero il percorso pedonale è interrotto da mucchi di erba secca, ramoscelli e rifiuti. Sono lì già da diversi mesi, stando a quanto afferma De Novellis. “Questa strada – ricorda - a piedi non era percorribile, perché era piena di erba. Chiedemmo un diserbamento e l’Asia è intervenuta. Però, fatto il diserbamento, hanno accumulato qui quello che hanno rimosso e nessuno è mai venuto a raccoglierlo”. Chi percorre quella via a piedi, quindi, è costretto a camminare lungo la carreggiata per proseguire.

In tutta la zona i marciapiedi si presentano come un percorso a ostacoli pieno di insidie. Ci sono anche strade dove non esistono, e manca pure l’illuminazione. Come in via Vicinale Abbandonata degli Astroni, che con il calare della notte piomba nel buio. Sicurezza zero. E i disagi per i residenti sono notevoli. Per non arrischiarsi bisogna spostarsi solo in auto. Di autobus non ne passano, e in generale pochi se ne vedono passare ad Agnano. “Agnano è una zona abbandonata a se stessa, sembra che non appartenga al comune di Napoli, sembra che sia una zona di passaggio, ma in realtà non lo è, perché è una zona vissuta. Poi ci sono le terme di Agnano, c’è l’oasi wwf, che deve essere assolutamente rivalutata”, afferma Danila De Novellis. “Sicuramente ci deve essere una maggiore diligenza da parte dei cittadini, ma – è l’appello – ci deve essere una presenza più forte dell’autorità in questa zona”.

Commenti

vince50

Gio, 30/05/2019 - 17:12

Non basta solo chiedere e addossare la colpa sempre ad altri,tutti si è responsabili.Del resto se ci fosse chi potrebbe fare pulizia dall'alto verso il basso e senza esclusioni,non sarebbe gradito.