Natante affonda nel porticciolo di Mergellina: lo specchio d’acqua a rischio inquinamento

Con il passare delle ore l’imbarcazione sta continuando ad inabissarsi, rilasciando nel mare il carburante presente nel serbatoio

Da una decina di giorni, nello specchio d’acqua del porticciolo di Mergellina, a Napoli, affiora a galla un natante che, come un tappo di sughero, tarda ad affondare. Con il passare delle ore l’imbarcazione sta continuando ad inabissarsi, rilasciando nel mare il carburante presente nel serbatoio. Non si conoscono i motivi dell’incidente sul quale è intervenuto il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, che si è recato personalmente sul posto. “Siamo preoccupati – ha detto l’esponente politico – per il propellente che potrebbe disperdersi in acqua in seguito al definitivo affondamento. Per tale ragione abbiamo inviato una nota alla capitaneria di porto, per fare in modo che il relitto venga rimosso quanto prima, in danno del proprietario, che dovrà essere sanzionato”.

Il rischio è che la barca si trasformi in una bomba ecologica. La richiesta di Borrelli è quella di intervenire quanto prima per fare in modo che non ci siano rischi per un ecosistema che è stato già penalizzato dai continui sversamenti di sostanze tossiche provenienti dalla terraferma e giunti in mare attraverso i canali di scarico che sfociano nel porticciolo di Mergellina. Spesso, in questo specchio d’acqua, si verificano episodi di inquinamento gravi e preoccupanti. L’ultimo evento è accaduto qualche mese fa, quando un ampio tratto di mare è diventato improvvisamente bianco e lattiginoso.

Le indagini portate avanti dalle forze dell'ordine di Napoli servirono a individuare e ad arrestare il presunto colpevole, ritenuto responsabile dello sversamento del composto chimico in mare, un autospurgatore di 50 anni, che, molto probabilmente, aveva sversato la materia chimica in questione all'interno di un tombino, nei pressi di viale Gramsci, a pochi passi dal porticciolo di Mergellina. Nel tombino, infatti, le forze dell’ordine trovarono una sostanza biancastra che galleggiava, molto simile a quella che aveva invaso il tratto di mare circostante. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l'uomo aveva effettuato un intervento di spurgo del tombino nella stessa fascia oraria in cui l'acqua del porto era iniziata ad assumere la strana colorazione biancastra.

Addirittura ad aprile scorso fu trovata tra gli scogli di Mergellina, da un’associazione di volontari, una lattina delle Olimpiadi di Barcellona ’92. Capita sempre più spesso che gli ambientalisti, durante le operazioni di ripulitura dei luoghi più a rischio di Napoli, si imbattano in rifiuti ultradecennali e il porticciolo sul lungomare risulta essere tra i più inquinati della città partenopea.

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