Reperti archeologici usati come pezzi d’arredamento: denunciato napoletano

La Guardia di Finanza ha sequestrato in un’abitazione privata 11 reperti risalenti a diversi periodi storici

Parti di lesene, colonne e figure mitologiche, coppe intarsiate, scodelle, anfore di ceramica dipinte a mano e una statuetta votiva. Sono questi gli importanti reperti archeologici risalenti a diversi periodi storici ritrovati dalla Guardia di finanza del comando provinciale di Napoli in un’abitazione privata della città partenopea.

I militari hanno sequestrato 11 reperti, che un cittadino napoletano usava come pezzi di arredamento in salotto e in giardino. Il materiale è attualmente a disposizione dell'autorità giudiziaria e sarà successivamente sottoposto, a cura della Soprintendenza archeologica delle Belle arti e paesaggio per l'area metropolitana di Napoli, oltre a una più attenta e precisa perizia tecnica, anche a un lavoro di restauro, per poi essere esposto al pubblico.

Il responsabile, un residente di Napoli, è stato denunciato alla Procura per il reato di ricettazione in relazione agli articoli 175 e 176 del codice dei beni culturali, i quali puniscono chi, omettendo di denunciarne il possesso, detiene, senza alcun titolo, beni di interesse storico-archeologico di proprietà dello Stato.

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